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Viterbo - A rivelarlo è un rapporto di Confartigianato - Il direttore De Simone: "Critica la situazione delle imprese"

Poco credito alle Pmi e a costi troppo elevati

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Andrea De Simone, direttore di Confartigianato

Andrea De Simone, direttore di Confartigianato

Riceviamo e pubblichiamo – A Viterbo il costo del denaro continua la sua scalata verso l’alto. A rivelarlo è un rapporto di Confartigianato dal quale emerge che, con un aumento di 171 punti base rispetto allo scorso anno, il tasso effettivo d’interesse sul credito è salito al 6,22 %, a conferma di uno spread ancora elevato.

La crisi morde e l’irrigidimento creditizio si fa sempre più evidente: a farne maggiormente le spese le piccole imprese della provincia, fortemente condizionate proprio nel loro punto di maggiore forza: il dinamismo. Il clima dunque non è dei più leggeri, appesantito dalla debolezza dei finanziamenti al sistema produttivo.

Il calo della quantità di finanziamenti alle imprese è un dato che non si può trascurare, soprattutto se si pensa che le più penalizzate sono piccole imprese con meno di venti addetti. Nello specifico, a soffrire ancora di più il razionamento del credito sono le imprese artigiane.

E’ sempre più difficile aver accesso ai finanziamenti e l’umore degli imprenditori, costretti ad annaspare in una situazione generale di penuria di liquidità e circolante, va via peggiorando sempre più. A fronte delle difficoltà che si prevedono di dover affrontare allo sportello, alla richiesta di garanzie eccessive e ai costi bancari elevati, molti imprenditori scelgono addirittura di non ricorrere al credito bancario.

La situazione di grave stallo sembra così destinata a cristallizzarsi, imbrigliata nell’approccio poco proiettato al futuro delle banche che va a cozzare con la debolezza delle imprese.

“Il dato emerso dal rapporto – spiega Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Imprese Viterbo – è allarmante e non fa che ribadire la criticità della situazione creditizia delle imprese. Il problema è evidente ed è imperativo trovare una soluzione su una base di condivisione tra le banche e le imprese.

Crediamo sia necessario rimettere in moto l’economia e per farlo servono le realtà imprenditoriali, alle quali vanno restituita dignità e fiducia. A tal fine è imprescindibile la collaborazione degli istituti di credito, in particolare a quelli maggiormente radicati nel territorio. È proprio a queste realtà che chiediamo un maggiore sforzo, maggiori aperture e risposte veloci”.

Confartigianato Viterbo


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27 novembre, 2012

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