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Roberto Scardova al “Salotto delle 6”

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Roberto Scardova

– Sabato 2 agosto 1980 a Bologna persero la vita 85 persone, e oltre 200 rimasero ferite, in una delle stragi terroristiche più violente avvenute nel nostro Paese.

Un ordigno a tempo nascosto dentro una valigia abbandonata esplose alle 10.25 di quel tragico mattino nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione ferroviaria.

La valigia, contenente 23 kg di esplosivo di fabbricazione militare, era stata sistemata a circa 50 centimetri di altezza su un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest.

La città reagì immediatamente nel prestare i soccorsi e quell’orologio fermo alle 10.25 e l’autobus della linea 37, utilizzato assieme ad auto private e taxi per portare i feriti negli ospedali, divennero uno dei simboli della strage.

Nel 1995 Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, militanti di estrema destra appartenenti ai Nar, vennero considerati tra gli esecutori materiali e condannati all’ergastolo. Per il depistaggio delle indagini vennero condannati Licio Gelli, l’ex agente del Sismi Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. A giugno del 2000 la corte d’Assise di Bologna emise altre condanne per depistaggio.

Fu solo grazie alla spinta civile dell’associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 che si riuscì, attraverso una complicata vicenda giudiziaria, ad ottenere la sentenza definitiva del ’95.

Di questo mistero della storia italiana, altro lato oscuro del Belpaese, se ne parlerà martedì 27 novembre al Salotto delle 6 di Pasquale Bottone con il giornalista Roberto Scardova, che ha lavorato per “L’Unità”, per la redazione bolognese della Rai, ed è stato inviato speciale per la testata Tg3.

Con Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980, ha pubblicato per Aliberti “Stragi e mandanti. Sono veramente ignoti gli ispiratori dell’eccidio del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna?”, un saggio in cui i materiali raccolti nell’ambito dei processi per le stragi di piazza Fontana, di Brescia, dell’Italicus e di Bologna consentono di ricostruire la nascita e lo sviluppo della strategia della tensione e di riconoscerne protagonisti e promotori, con i loro complici dentro e fuori le strutture dello Stato.

I due autori vi propongono una riflessione sulle minacce alla democrazia portate dall’intreccio di massoneria occulta, organizzazioni clandestine, criminalità organizzata, mafia e terrorismo neofascista, in obbedienza alla strategia atlantica della “guerra non ortodossa”, volta a impedire l’evoluzione degli equilibri politici e la legittima ascesa delle classi popolari al governo del Paese.

L’appuntamento con Roberto Scardova al Salotto delle 6, realizzato grazie al contributo di Unindustria, è per martedì 27 novembre alle ore 18 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale di Viterbo in viale Trento 18.


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26 novembre, 2012

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