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Sabato 29 dicembre alle 17,30 l'appuntamento ad Abbadia San Salvatore con Renzo Chiovelli

Conosciamo meglio le cripte romaniche della Tuscia

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– L’appuntamento è sabato 29 dicembre alle 17,30, presso la storica abbazia del Santissimo Salvatore al Monte Amiata, ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, per conoscere meglio le cripte romaniche della Tuscia viterbese, perché proprio la splendida cripta dell’altomedievale abbazia imperiale dell’Amiata è stata il modello e la capostipite delle numerose cripte monumentali, dette a sala o ad oratorium, che si estendono sotto le aree presbiteriali della maggior parte delle più belle e importanti chiese romaniche del viterbese.

Nell’ambito delle manifestazioni riguardanti abbadia San Salvatore e la Via Francigena, il professor Renzo Chiovelli, della “Sapienza” Università di Roma, terrà una conferenza su “La cripta dell’abbazia del Santissimo Salvatore al Monte Amiata: un modello per le cripte a sala della Tuscia viterbese”, organizzata dall’abbazia del Santissimo Salvatore, da Association Internationale Via Francigena, dal Comune di Abbadia San Salvatore, dal Comune di Acquapendente e dagli Amici della via Francigena.

La conferenza sarà accompagnata da una mostra, sullo stesso tema, esposta nella cripta amiatina, curata dagli architetti Antonella Lazzaro, Gabriella Libertini e Giulia Masini. Hanno collaborato alla manifestazione anche Giorgia Campana, Riccardo Cesaretti e Letizia Pallotta.

Nel corso della conferenza verranno affrontati vari temi riguardanti le cripte a sala, come quello della derivazione di questa tipologia di cripte romaniche che soprattutto nel XII secolo si diffuse in tutta l’attuale provincia di Viterbo, per l’adorazione delle reliquie, dopo che la chiesa di San Pietro a Tuscania aveva portato in terra di Tuscia il modello a navate che aveva avuto origine, nel territorio, con il monumentale esempio dell’abbazia amiatina.

Saranno, inoltre, toccati i temi del passaggio dalle cripte semianulari a quelle ad oratorium, del riuso di elementi architettonici antichi od altomedievali nelle cripte, dei loro metodi di analisi e di datazione, fino a proporre una campagna di ulteriori indagini conoscitive per approdare ad una auspicabile ed oculata serie di restauri conservativi ed opere di valorizzazione che porti alla riscoperta culturale, nonché turistica, di questi veri e propri gioielli architettonici, spesso misconosciuti, della Tuscia medievale.

La conferenza costituirà anche una sorta di anticipazione al convegno di studi che si terrà nell’aprile 2013 ad Acquapendente su “La cripta del Santo Sepolcro di Acquapendente e le cripte a sala del patrimonio di San Pietro in Tuscia”, curato dallo stesso Renzo Chiovelli e organizzato dal centro di studi sul Santo Sepolcro, costituito dalla parrocchia del Santo Sepolcro e dal Comune di Acquapendente.


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27 dicembre, 2012

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