![]() Giovanni Gidari |
Riceviamo e pubblichiamo – Le risposte del consigliere Vittori al mio comunicato sulla decisione, della maggioranza Aquilani, di vendere la farmacia comunale sono, senza dubbio, “gravi e inesatte”.
Non mi risulta, innanzitutto, che l’amministrazione comunale si sia mai prodigata nell’illustrare, nelle opportune sedi né tantomeno pubblicamente, la situazione della “Sanitas”, società comunale che gestisce la farmacia. Soltanto grazie alla richiesta di convocazione da parte dei consiglieri di minoranza si è tenuto il consiglio comunale aperto, il 29/7/2012, per discutere del problema, non certo per iniziativa della maggioranza che, al contrario, continuava a tacere sulla questione.
Il Comune ha l’obbligo di esercitare, sui servizi gestiti dalle società pubbliche partecipate al 100%, lo stesso controllo di quelli gestiti direttamente: di conseguenza, il sindaco o l’assessore delegato non potevano non conoscere anticipatamente la situazione al 31 dicembre 2011 della Sanitas, indipendentemente dal fatto che il suo bilancio sia stato approvato il 28 giugno 2012.
Il rinnovo del cda della Sanitas è avvenuto il primo ottobre 2011. La situazione contabile allora consegnata presentava già alcune criticità che mettevano in evidenza, in maniera chiara ed inequivocabile, che l’esercizio 2011 sarebbe stato chiuso in perdita. Infatti, era emerso che con delibera di G.M. n. 380 del 31/12/2009 era stato approvato un piano di rientro per affitti mai pagati al Comune dal 2007 al 2009 per un importo complessivo di 81.818,44. In data 5/10/2011, il Comune comunicava alla Sanitas che il piano non era stato rispettato e che erano dovuti, dalla Sanitas, canoni arretrati. In proposito, è stato anche constatato che il debito verso il Comune non era stato mai iscritto in bilancio negli anni precedenti.
Altra discordanza riscontrata riguardava la rimanenza di magazzino che, al 31/8/2011, era di 229.760,34 euro. Da controlli iniziali effettuati, era emersa una sostanziale differenza tra l’effettiva esistenza e l’importo riportato in bilancio a tale data. Il 23/12/2011 è stato definito, da una società esterna appositamente incaricata dal cda della Sanitas, l’inventario di magazzino, dal quale risultava una consistenza di 108.335,51, evidenziando quindi una differenza, in meno, di oltre 120.000 euro.
Da quanto sopra argomentato, l’Amministrazione comunale non poteva non essere a conoscenza della perdita già nel corso dell’anno 2011. Perché il sindaco, o l’assessore delegato, non hanno prontamente riferito, in Consiglio comunale, sulle gravi discordanze, aspettando invece la data di approvazione del bilancio, avvenuta l’anno successivo?
Il D.L. 78/2010, convertito con legge n. 122 del 30/7/2010 (non 2012 come erroneamente riportato dal consigliere Vittori), prevede l’obbligo di cessione delle quote o la messa in liquidazione delle società comunali che chiudono il bilancio in perdita: non sarebbe stato più logico e trasparente iniziare, sin dal 2011, a lavorare sulle possibili soluzioni delle diverse forme di gestione per mantenere la titolarità della farmacia in capo al Comune?
Avere, invece, taciuto e aspettato il 31/5/2012 per deliberare la cessione a privati del 49% delle quote della società Sanitas, con la consapevolezza dell’impossibilità di poterla attuare per le disposizioni di legge, costituisce un fatto gravissimo. Come già ho avuto modo di esplicitare, si è preferito seguire un percorso che evidenzia poca chiarezza e che potrebbe provocare danni all’Ente.
Oltre che sulle date, il consigliere Vittori ha le idee poco chiare anche nel riportare quanto indicato nel mio precedente comunicato e nel manifesto, che è ancora affisso. Nessuno ha mai parlato di competenze e verifiche che deve svolgere il Consiglio comunale in ordine alle responsabilità di una eventuale mala gestione della Sanitas. Al contrario, accertare tali responsabilità costituisce un obbligo, attraverso gli organi preposti, per l’Amministrazione comunale. Ancora ad oggi non mi risulta che sia stato incaricato qualcuno in proposito.
Quanto alla proposta di unificare le due società comunali, era stata avanzata dal sottoscritto agli inizi di questa legislatura, quindi prima ancora che si verificasse il caso Sanitas srl, allo scopo di ridurre le spese di gestione e di migliorare i servizi. Bastava operare con modifiche agli statuti societari. Ovviamente, la maggioranza Aquilani ha preferito non lavorare per il rilancio e la riqualificazione delle società e la riduzione dei costi.
Il consigliere Vittori dimentica che per le sorti della Sanitas e della gestione della Farmacia, agli atti del Comune, esiste un autorevole parere, espresso gratuitamente dall’Anci. Nonostante ciò, per le stesse motivazioni, è stata chiesta una ulteriore consulenza a pagamento.
Evidentemente, per la maggioranza Aquilani e per il consigliere Vittori, è preferibile spendere denaro pubblico per consulenze tendenti ad avere dei pareri già acquisiti piuttosto che utilizzare le stesse risorse per una eventuale specifica consulenza volta ad impostare la gestione della farmacia in capo al Comune mediante una delle possibili soluzioni già indicate dall’Anci (gestione diretta, consociazioni di più comuni, azienda speciale, modifica statutaria della Vetralla Servizi s.r.l.).
La palese inefficienza dell’Amministrazione Aquilani è frutto della sua incapacità a risolvere i problemi ed è inutile cercare di nasconderla, come ha fatto il consigliere Vittori, accusando l’opposizione di azione demagogica.
Giovanni Gidari
Capogruppo consiliare “Lista Progetto Vetralla”
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