– Sono fissati per oggi gli interrogatori di Roberto Lanzi e Gabriela Annesi.
I due funzionari del Genio civile compariranno in giornata davanti ai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, titolari della maxi inchiesta sull’appaltopoli viterbese.
Lanzi e Annesi ne sono considerati le menti. Coloro che più avrebbero beneficiato dell’oligopolio delle gare, grazie alle presunte profumate tangenti che gli imprenditori avrebbero loro versato in cambio di appalti. Un “sistema di corruzione ben oliato”, dicono gli inquirenti, con una cerchia per lo più di imprenditori che si spartivano le gare a rotazione, con la complicità di qualche amministratore e dei funzionari del Genio. Da qui il nome dell’inchiesta: “Genio e sregolatezza”, per un totale di 13 arrestati e 63 indagati.
Lanzi e Annesi, finora, vantano la più lunga permanenza in carcere, insieme all’imprenditore tarquiniese Luca Amedeo Girotti. Arrestati in entrambi i blitz della forestale, sono tuttora in cella, lui a Viterbo, lei a Civitavecchia. Annesi si è vista respingere la sua ultima istanza di scarcerazione qualche giorno fa. Lanzi non ha neanche provato a presentarla: si è accontentato di chiedere una telefonata alla madre il giorno di Natale. Richiesta subito accolta dal gip Franca Marinelli.
Sono stati gli inquirenti a convocarli. Nessuno dei due ha mai accettato di collaborare, finora. Solo pochi giorni fa, l’avvocato di Lanzi Carmelo Ratano lanciava la sua invettiva contro i pubblici ministeri: “Non vogliono la verità, vogliono confessioni – ha dichiarato -. Noi a questo gioco al massacro non partecipiamo”. Improbabile, quindi, che l’addetto all’ufficio gare del Genio civile aprirà bocca. Stesso discorso per Annesi. Anche lei, come Lanzi, non ha mai risposto alle domande dei magistrati. E’ possibile, dunque, che anche stavolta la funzionaria sceglierà la linea del silenzio. Ma non si escludono improvvisi cambi di rotta.


