– Un antico borgo e la storia di un secolo vissuta attraverso le immagini; un viaggio, un itinerario attraverso il secolo scorso, il XX, alla scoperta delle immagini più suggestive dell’antico Principato di San Martino. Oltre seicento foto tutte originali dell’epoca, ognuna ricercata con cura.
Estemporanee riportate alla luce per raccontare le storie che hanno animato la vita del piccolo borgo arroccato sui Cimini. Racconti di protagonisti del popolo, antichi ricordi direttamente dalle due guerre e un po’ di sana autocelebrazione.
E’ questo il libro “Novecento – San Martino al Cimino” di Mario Silvestri, che verrà presentato , sabato 15 dicembre, alle 17, nei locali dell’ex cinema di San Martino al Cimino.
Si tratta di un volume che, partendo da quanto esposto in una mostra svoltasi nel 2011 a Palazzo Doria Pamphili di San Martino, raccoglie e cataloga testimonianze fotografiche di religiosità popolare, di famiglie la cui presenza è attestata da centinaia di anni sui Cimini; di atleti che negli anni 40 e 50 hanno fatto battere il cuore di molti sportivi, istantanee di lavori nei campi e immagini fin dagli ultini anni dell’Ottocento dell’antico principato voluto da Donna Olimpia.
Nella prefazione al volume Silvestri afferma di voler “raccontare con l’occhio del fotografo dettagli che altri non vedono. Una luce, uno sguardo, un abito, un sorriso. Così, con queste immagini raccolte qua e là, ho voluto rivisitare il passato per non dimenticare il tempo che fu, non sempre felice, è vero, ma pur sempre il custode delle nostre radici, della nostra storia, della nostra vita che, per fortuna, nessuno potrà mai cancellare.
Sfogliare queste pagine – aggiunge – è come assistere ad uno spettacolo su un palcoscenico improvvisato, dove sfilano come attori protagonisti eventi, volti e personaggi. Si obietterà, in parte giustamente, che in fondo si tratta di una mera riproduzione di stampe, una parte delle quali per altro già conosciute a tanti, provenendo da raccolte, per lo più da privati di cittadini sammartinesi che gentilmente ne hanno permesso la riproduzione, ma – confessa l’autore – tutto è scaturito a seguito della mostra del 2011 nel contesto di quella atmosfera quasi magica: parlando con la gente, osservando con quanta attenzione e religioso silenzio si soffermava, scrutando volti da cui spesso traspariva curiosità che il più delle volte si tramutava in emozione, è nata l’idea di racchiudere in un volume un pezzo di storia raccontata quasi esclusivamente dalle immagini che meglio di qualsiasi parola sanno raccontare”.
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