![]() La protesta di fronte al palazzetto della salute |
![]() Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil |
![]() Rosita Pelecca, segretario provinciale Cisl |
![]() La protesta di fronte al palazzetto della salute |
– Continui tagli alle strutture ospedaliere, prestazioni sanitarie a rischio, precari in attesta di stabilizzazione e riduzione drastica del numero dei posti letto (fotocronaca).
La sanità viterbese è ai minimi storici e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fials tornano oggi a protestare.
Questa mattina un centinaio di dipendenti della Asl di Viterbo e di alcune strutture sanitarie private hanno organizzato un sit-in davanti al Palazzetto della salute di Viterbo.
“Il problema si evidenzia ormai in tutte le strutture e in tutti i suoi aspetti – ha spiegato Miranda Perinelli, segretaria provinciale Cgil -. Noi crediamo che debba essere risolto con il dialogo e soprattutto con l’abbandono della strada del commissariamento. Questo perché c’è la reale necessità di spiegare quali sono le urgenze del nostro territorio. Qui sono a rischio le prestazioni sanitarie e l’assistenza alla salute.
Si deve risolvere il problema con una pianificazione a medio e lungo termine, che abbatta i costi di ospedalizzazione, ma che ripristini una rete sanitaria di protezione decentrata. Si tratta di due strade che vanno vanno intraprese di pari passo. Non si possono eliminare i posti letto senza garantire l’assistenza territoriale.
E poi c’è la condizione dei precari – conclude Perinelli – . Non dimentichiamo che sono loro che mandano avanti i reparti. Solo a Viterbo ci sono circa 250 precari tra medici e infermieri”.
“Oggi siamo qui a difesa della sanità viterbese, sia pubblica che privata – aggiunge Antonella Ambrosini, segretario provinciale per la sanità, Cgil -. Protestiamo di nuovo contro i tagli, che si stanno manifestando in tutti i loro disastrosi effetti, dal taglio dei posti letto, alle condizioni dei precari, alla mancanza dei materiali. Negli ospedali non esiste più nulla. Dalla carta igienica ai saponi, per non parlare delle mense. Mai stati peggio di così”.
L’iniziativa di oggi a Viterbo rientra in una serie più ampia di proteste regionali, che termineranno domani a Roma con una fiaccolata.
“Da troppo tempo ormai Viterbo è penalizzata da una politica sanitaria romanocentrica – spiega Angelo Sambuci, Uil Fpl -. Rifiutiamo le macro aree inventate dalla Polveri, con cui si sono accorpate aree diverse tra loro per fare poi la media del numero dei posti letto. La conseguenza è stata una riduzione complessiva.
Rispetto a 3,7 posti letto ogni mille abitanti, che è la media nazionale, a Viterbo siamo intorno a 2,1.
E poi – aggiunge Sambuci – c’è la condizione dei precari. Noi come Asl di Viterbo siamo stati i primi in tutto il Lazio a fornire un piano per la stabilizzazione dei precari evidenziando i posti vacanti. Un piano che rientrerebbe in pieno negli accordi già presi con la Regione”.
“Siamo all’assurdo – commenta Giancarlo Turchetti, segretario provinciale Uil -. I continui tagli stanno distruggendo la sanità pubblica. I servizi sono sempre più ridotti e di qualità scadente, intanto le tasse aumentano”.
“L’iniziativa di oggi – Spiega Rosita Pelecca, segretaria provinciale Cisl – collegata ad altre che si svolgono in tutto il Lazio, serve a spiegare ancora una volta cosa si deve fare per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La salute è un diritto sancito dalla Costituzione e ora, come mai, è messo in discussione.
Oggi – conclude Pelecca – le prestazioni sono a rischio, la qualità dei servizi è scarsa, i precari non hanno il lavoro garantito. E’ un sistema quasi al collasso. Dobbiamo subito invertire questa tendenza”.
I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno redatto un documento in cui si espongono i principali problemi della sanità provinciale e in cui esprimono l’urgenza di intraprendere la strada del dialogo tra gli enti istituzionali interessati, così da coordinare le misure di intervento che, a loro avviso, vanno intraprese tempestivamente.
“I problemi sono sotto gli occhi di tutti – aggiunge Vittorio Ricci, segretario provinciale Fials -basta andare negli ospedali. A Viterbo ci sono circa 2 posti letti ogni mille abitanti, mentre a Roma ce ne sono 4,7. Questo è un dato che va denunciato. Vuol dire che un romano a più diritto a essere ricoverato di un viterbese.
Poi c’è la sanità privata, che è gestita con un sistema perverso e con il denaro pubblico. Inoltre, c’è un sistema di accreditamento che non vincola gli imprenditori al rispetto delle norme e a garantire il pagamento degli stipendi”.
Al sit-in con i sindacati ha partecipato anche Roberto Talotta, consigliere comunale Udc.
“Sono qui a portare la mia solidarietà – spiega – Talotta – ma la mia è solo una rappresentanza locale. Dov’è la politica regionale? Dov’è la politica che conta?”
Emma Sanna
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