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Viterbo - Erano impiegati nelle cucine - Cgil, Cisl e Uil chiedono subito la cassa integrazione

Pasti a Belcolle, tredici lavoratori a rischio

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Carlo Proietti

Carlo Proietti

– Pasti a Belcolle, tredici lavoratori a rischio.

La Innova, società che gestisce il servizio ha annunciato gli esuberi che interessano personale impiegato nella cucina a Belcolle. Con il cibo precotto a Pomezia di loro non ci sarebbe più bisogno. Si tratta in larga parte di cuochi.

“Una procedura – spiega Carlo Proietti della Filcams Cgil – che in tutto il Lazio riguarda 141 persone, tredici delle quali a Viterbo. Ci siamo ovviamente opposti come sindacati. Prima la qualità del cibo, ora i lavoratori. Inaccettabile. Si parla di esuberi, ma lo scorso mese di giugno ci siamo già incontrati con società e Asl, facendo notare come al tempo stesso sono stati fatti straordinari equivalenti a tre tempi pieni”.

Il 27 a Roma è previsto un incontro. “Chiederemo – anticipa Proietti – subito ammortizzatori sociali per i dipendenti a rischio e la rotazione del personale. Lunedì avremo una risposta su quest’ultimo punto”.

Tutto in attesa di conoscere l’esito della nuova gara per l’appalto mense negli ospedali del Lazio.

“Il contratto nazionale e l’intesa siglata tra Cgil, Cisl e Uil – continua Proietti – prevede come la nuova ditta che si aggiudica la gara assorba i dipendenti già impiegati nel servizio.

A febbraio si saprà il nome del vincitore, anche la Innova ha partecipato su tutto il Lazio e con il nuovo appalto i pasti saranno nuovamente preparati in loco”. Quindi quei lavoratori definiti in esubero dall’azienda, serviranno.

Oggi con la preparazione a Pomezia, le critiche sulla qualità del cibo servito sono all’ordine del giorno per i sindacati: “Così non va – afferma Proietti – ci risulta come le diete non siano rispettate alla lettera, mentre per il personale ospedaliero e non i pazienti, le richieste di pasti sono scese da una media di 150/160 al giorno a quaranta, meno di un quarto”.

Chi può, mangia altrove.


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14 dicembre, 2012

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