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Eures 2012 - I giovani tra i 15 e i 24 anni faticano a trovare lavoro mentre crescono furti e criminalità

Reati in aumento e disoccupazione alle stelle

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Viterbo

– Reati in aumento e disoccupazione alle stelle. Questo, in sintesi, è il risultato dell’analisi Eures sullo stato delle province del Lazio.

Sul fronte del sistema produttivo, la crescita delle imprese è rimasta sostanzialmente stagnante nel 2011, rilevandosi anche nella Tuscia il fenomeno della chiusura delle cosiddette “start up”, ascrivibile sia alla maggiore vulnerabilità delle unità produttive di piccole dimensioni presenti sul territorio, sia agli effetti della crisi in corso.

L’assetto produttivo della provincia, caratterizzato da una natura tradizionale, si riflette anche nel livello di competitività. La forte specializzazione dell’export viterbese in settori a basso contenuto tecnologico, come l’agricoltura, i prodotti alimentari e l’industria della ceramica, limitano la capacità di espansione delle quote di mercato estere.

Dal lato dell’economia familiare la stabilità del reddito medio andrebbe considerata in corrispondenza dell’elevata spinta inflazionistica dell’ultimo anno. Tuttavia sembra reggere il livello dei depositi, e gli impieghi rimangono piuttosto contenuti. Più allarmante è il livello delle sofferenze, che nonostante sia il più basso del Lazio, ha registrato un aumento molto consistente.

Il tratto più preoccupante dell’economia viterbese risiede nelle persistenti difficoltà del mercato del lavoro, e in particolar modo nell’alto livello della disoccupazione che sembra delinearsi come un problema di carattere strutturale.

Da diversi anni la provincia di Viterbo detiene infatti il primato regionale in termini di tasso di disoccupazione, con insoddisfacenti risultati sia per i giovani che per la componente femminile della forza lavoro.


PIL

Il Pil pro capite diminuisce del 2,3% a Viterbo attestandosi a 21,7 mila euro (+0,1% nel Lazio). La crescita delle imprese risulta sostanzialmente stabile (+0,2%) nel 2011 rispetto all’anno precedente, incidendo le unità produttive viterbesi per il 7,4% del totale regionale. Coerentemente con il trend registrato nella regione, anche a Viterbo è molto diffuso il fenomeno della cessazione delle cosiddette imprese “start up” nello stesso anno di apertura (8,6% le imprese cessate sulle iscritte nel 2011). Il tasso di insolvenza è pari a 10,8% nella provincia (9,4% nel Lazio).

Il sistema imprenditoriale risulta fortemente frammentato, costituito perlopiù da piccole imprese, di cui molte operanti nell’ambito del commercio (22,4% sul totale delle imprese attive). L’assetto produttivo della provincia tuttavia è prevalentemente orientato a un’economia di tipo tradizionale, rappresentando il settore agricolo il 36,4%, delle imprese presenti sul territorio. In presenza di tale frammentazione, l’indice di imprenditorialità della provincia di Viterbo è il più alto del Lazio, attestandosi a 16,9 imprese ogni 100 abitanti nel 2011 (12,8% nella regione).


OCCUPAZIONE

Persistono le difficoltà sul fronte occupazionale nel viterbese tra il 2010 e il 2011 il numero dei disoccupati è aumentato del 6,8%. Analogamente è aumentato anche il tasso di disoccupazione (+0,6 punti percentuali), raggiungendo l’11,2% e interrompendo il trend positivo dell’anno precedente, quando era diminuito di 1,1 punti percentuali. Tale indicatore, oltre ad essere il più alto tra le province laziali, nell’ultimo quinquennio ha riportato la crescita maggiore (+4,4 punti percentuali), evidenziando la presenza di un problema di natura strutturale.

A subire maggiormente tale situazione sono i giovani di età compresa tra 15 e 24 anni (43,4% il tasso di disoccupazione) e soprattutto le donne (47,1%,). Il tasso di disoccupazione giovanile nel viterbese è il più alto del Lazio (33,7%), in aumento di oltre 15 punti rispetto al 2010. Una situazione analoga si evidenzia per i giovani di età compresa tra 25 e 34 anni, per cui il tasso di disoccupazione ammonta al 18,6% (12,6% nel Lazio), determinato in questo caso soprattutto dalla componente maschile della forza lavoro (20,3%). Anche i dati sulle previsioni di assunzione rilevano una forte criticità a Viterbo, dove per il 2012 le imprese del territorio prevedono quasi un dimezzamento delle nuove assunzioni non stagionali (-43,5%), assorbendo appena l’8,5% dei disoccupati.

Dal lato opposto il numero degli occupati nel 2011 è aumentato dello 0,6% (116,9 mila gli occupati totali), grazie soprattutto al settore agricolo che ha visto più che triplicare il numero dei lavoratori (+208,4%), passando tra 1.600 a 4.900 unità. Il tasso di occupazione tuttavia è diminuito di 0,3 punti percentuali rispetto al 2010 attestandosi al 54,3% (58,8% nel Lazio).


EXPORT

L’export viterbese legato ai settori tradizionali dell’economia. Distinguendosi dalle altre realtà provinciali per una consistente vendita di beni a medio-basso e basso contenuto tecnologico (pari rispettivamente al 57,6% e al 31,6% del totale provinciale). I settori esportatori della provincia sono tradizionalmente legati all’industria della ceramica, ai prodotti agricoli e a quelli alimentari.

Complessivamente le esportazioni di Viterbo (in diminuzione del 6,6% tra il 2010 e il 2011), contribuiscono per l’1,5% a quelle complessive (pari a 259 milioni di euro), denotando una scarsa apertura al commercio internazionale e un debole contributo della domanda estera al Pil provinciale (3,7% la propensione all’esportazione). Marginale è anche il ruolo delle importazioni (0,9% sul totale regionale), peraltro in calo del 3,9% rispetto al 2010.

In continuità con l’anno precedente aumentano le importazioni di beni agricoli (+18,7%), invertendosi invece la tendenza dell’import di beni alimentari (-10,5%); entrambe le dinamiche sono coerenti con l’andamento delle esportazioni negli stessi settori, pari rispettivamente al +16,8% e al -19,3%. Il deficit della bilancia commerciale ammonta a 50 milioni, in lieve peggioramento rispetto ai -45 milioni di euro del 2010.


CRISI

L’economia delle famiglie in bilico, resiste tuttavia al colpo della crisi. Con riferimento al principale indicatore del benessere, il reddito medio familiare nel viterbese, tradizionalmente più alto rispetto alle aree del basso Lazio, ammonta a 27,1 mila euro nel 2011 rimanendo stabile rispetto all’anno precedente. Considerando tuttavia la forte dinamica inflazionistica, il potere di acquisto, così come negli altri territori, rileva un inevitabile deterioramento.

Anche il livello del patrimonio riporta un valore molto alto (323 mila euro), collocandosi al secondo posto dopo Roma (409 mila euro) e registrando tuttavia un calo del 2,4% rispetto al 2010. Dal lato del risparmio, a giugno 2012 i depositi medi familiari della provincia di Viterbo (25,5 mila) risultano i più bassi del Lazio, crescendo tuttavia del 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,8% nel Lazio); anche gli impieghi sono piuttosto contenuti (16,6 mila euro, +0,7% nel 2012) e conseguentemente il tasso di indebitamento è relativamente basso (61,2% nel 2011 a fronte del 72,9% nel Lazio). Tale situazione non ha comunque limitato l’aumento delle sofferenze (+42,2% tra il 2010 e il 2011), pur ponendosi il tasso di insolvenza (4,5%) leggermente al di sotto della media regionale (4,6%).


SETTORE IMMOBILIARE

In forte crisi il mercato immobiliare. Nel 2011 il mercato immobiliare di Viterbo evidenzia un forte arretramento, con le transazioni immobiliari che passano da nel 2010 4.069 3.872 a nel 2011, pari a -4,8% (rispetto al +0,2% regionale). Coerentemente anche l’intensità del mercato immobiliare (rapporto tra transazioni e stock di abitazioni esistenti) diminuisce, passando dal 2,1% al 2%.


CULTURA

Anno nero per il cinema ma tiene il settore dell’intrattenimento. Il 2011 rappresenta per la provincia di Viterbo l’“anno zero” del settore cinematografico (dati Cinetel) che, a seguito della chiusura dell’ultima sala rimasta nel Capoluogo, registra un crollo della spesa del pubblico (-86,8%), passando gli introiti da 1,5 milioni di euro nel 2010 a 193,4 mila euro nel 2011 e registrando una spesa media annua per abitante pari a 0,6 euro. Tiene invece il settore degli spettacoli in generale (dati SIAE) registrando a Viterbo un incremento del numero degli spettacoli (+20,3%) e dei biglietti venduti (+2,6%) e un leggero calo della spesa del pubblico (-0,9%).


SCUOLA E STRANIERI

A Viterbo le scuole più multietniche. Nell’anno scolastico 2010/2011, sono 4.218 gli alunni stranieri nella provincia di Viterbo (pari al 5,9% del totale regionale), con un aumento significativo rispetto all’anno precedente (+10,4%) superiore al dato rilevato nel Lazio (+4,2%) e in Italia (+5,4%). Anche in termini relativi, Viterbo (con 10 studenti stranieri ogni 100 iscritti nell’a.s. 2010/2011) presenta l’incidenza maggiore tra le province laziali, superiore al dato regionale (8,2) e, per la prima volta, al dato romano (8,8).


REATI

In aumento i reati a Viterbo (+4,6%). La provincia di Viterbo, con 11.241 reati denunciati nel 2011, presenta un incremento (+4,6%) rispetto al 2010 (+7,7% nel Lazio). In termini relativi Viterbo presenta un indice di rischio (35,3 reati denunciati ogni 1.000 abitanti) decisamente inferiore a quello regionale (55,2) e a quello nazionale (45,8). Nel dettaglio aumentano i furti (5.049 nel 2011, pari a +7%), in particolare quelli in abitazione (+21,1%) e le rapine (da 50 a 61). Per quanto riguarda i reati di criminalità violenta, risulta in aumento il numero degli omicidi (da 1 caso nel 2010 a 3 nel 2011), il numero dei tentati omicidi (da 3 a 4), e quello delle violenze sessuali (da 22 a 23).


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6 dicembre, 2012

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