![]() Giovanni Faperdue e Franco Marinelli |
– Viterbo e il termalismo, storia infinita, fatta di decenni d’occasioni perse e buona ormai soltanto da raccontare la sera per addormentarsi, vinti dalla noia.
Le ex terme Inps, ancora ex per molto, gli altri impianti futuri, tutti sulla carta e problemi a quelli esistenti.
Correndo il serio rischio d’incorrere nell’effetto déjà vu, Giovanni Faperdue dell’associazione il Bullicame e Franco Marinelli di Solidarietà Cittadina, provano ancora una volta a scuotere le coscienze.
Sullo sfondo, la possibilità di una lista civica per le prossime comunali con Prc, Fds, Idv, Insieme per Viterbo Democratica. Ci provano loro, visto che a loro modo di vedere, la politica in tutti questi anni è stata colpevolmente immobile. Da destra a sinistra, dalla minoranza alla maggioranza. Senza eccezioni. Il tavolo è aperto.
“Per com’è andata a finire con le ex terme Inps – spiega Faperdue – qualche responsabilità Fioroni ce l’ha, visto che all’epoca era lui il sindaco”. Non si salvano ovviamente quelli che sono arrivati dopo.
L’impianto ha chiuso da venti anni, dava lavoro a cento persone fisse e novanta stagionali e soprattutto aveva cinquemila clienti l’anno. Che sarebbero rimasti pure dopo l’uscita dell’Inps. Proseguire l’attività voleva dire continuare ad avere entrate. Eppure, quello che altrove è stata una scelta scontata, far rimanere aperti impianti simili, da noi è stata fantascienza. Chiusi i battenti.
“Un conto è far proseguire l’attività rimanendo aperti – osserva Franco Marinelli – un conto è farla ripartire una volta che si è fermata”. Infatti si è visto com’è andata.
Senza contare i problemi a pozzi e pozzetti, all’acqua termale che non c’è più, ma che dovrebbe esserci. Non basterà un altro secolo.
“Per venti anni – spiega Faperdue – le vasche del Bulicame sono state in sofferenza per mancanza d’acqua. E’ partito un esposto da parte dell’associazione e nel giro di sei mesi la sorgente si è riempita.
Un miracolo di Santa Rosa? Non credo. Noi non siamo contro le realtà esistenti, diciamo però che accanto ne debbano esistere altre, dal termalismo libero in su”. Idee non mancano. Sempre sulla carta, ovviamente.
Dal rilancio delle ex Inps, al progetto Free Time, all’ex Oasi, al Bacucco al campo termale al Bagnaccio. Fiuggi con nemmeno la metà delle risorse idriche viterbesi ha fatto la propria fortuna, Viterbo invece: “E’ conosciuta – ironizza Faperdue – perché è vicina a Roma”.
Il 13 gennaio è in programma una passeggiata con partenza dalle ex terme Inps, per non abbassare la guardia sull’argomento. E’ una passeggiata, ma assomiglia tanto a un funerale. Dopo quello della cultura, tocca al termalismo. Niente fiori, tanto senz’acqua si seccano.
Giuseppe Ferlicca
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