– Accordo raggiunto. Cassa integrazione per i 74 lavoratori della Unopiù. Ieri i sindacati e l’azienda sorianese hanno firmato l’accordo al ministero dello Sviluppo economico che sospende il procedimento di mobilità per 74 dipendenti e consente loro l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per tutto il 2013.
Cassa integrazione straordinaria fino al 15 giugno 2013, anticipata dall’azienda, a zero ore per 26 lavoratori, e a rotazione per 43 dipendenti per un massimo del 50%, tutti della sede centrale di Soriano. Inoltre, per quanto riguarda le filiali italiane, nove dipendenti in cassa integrazione a zero ore e due a rotazione, sempre per un massimo del 50%. Poi dal 16 giugno 2013 cassa integrazione in deroga per coprire il resto dell’anno, fino a dicembre.
“E’ un risultato accettabile – commenta Carlo Proietti, Cgil -. E’ stato un lungo lavoro ma ci ha permesso di ottenere la cassa integrazione per un anno senza perdere posti di lavoro”.
“La soluzione che abbiamo raggiunto mi pare sufficientemente buona – commenta Fortunato Mannino, Cisl – . La cassa integrazione fino a giungo 2013 permette che nessuno dei dipendenti perda il posto di lavoro. Il procedimento di mobilità è stato sospeso. Durante tutto il prossimo anno monitoreremo il mercato per vedere se ci saranno le condizioni per ridurre, se non addirittura azzerare, il numero degli esuberi.
Questo accordo – conclude Mannino – è stato raggiunto anche grazie alle istituzioni. In primo luogo va ricordato il ruolo esercitato dal prefetto Antonella Scolamiero, che si è resa sempre disponibile, e poi quello del presidente della Provincia Marcello Meroi e del sindaco di Soriano nel Cimino Fabio Menicacci, sempre presenti alle trattative”.
“Una firma tanto sofferta ma che alla fine è arrivata – commenta Elvira Fatiganti, Uil -. Abbiamo ottenuto la cassa integrazione per tutto il 2013. Abbiamo coperto un anno. Tutti rimangono dentro. Capiamo anche le difficoltà dell’azienda. Ora speriamo in una ripresa del mercato che ci permetta di ridurre il numero degli esuberi. Sarà un Natale più sereno perché sono ancora tutti lì”.
Emma Sanna
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