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Elezioni regionali - Documenti - Daniela Boltrini presenta i sei punti del suo programma

“Darò voce alle donne”

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Daniela Boltrini con Nicola Zingaretti

Daniela Boltrini con Nicola Zingaretti

– Daniela Boltrini, candidata alle Regionali del Pd Lazio, è intervenuta venerdì sera nella sede del Pd di via Cardarelli insieme al candidato alla presidenza Nicola Zingaretti per spiegare i punti salienti del suo impegno politico qualora venisse chiamata a rappresentare la Tuscia in Regione.

Il suo programma si può riassumere in sei punti fondamentali:

Lavoro

Incentivi alle aziende per favorire la creazione di lavoro per i giovani, ma anche per chi giovane non è più e vive l’affanno del proprio settore, deve essere dunque una priorità.

Agricoltura

Assicurare agli imprenditori agricoli strumenti indispensabili per la salvaguardia di comparti chiave come quello della frutta a guscio e dell’ortofrutta, messi a rischio da eventi climatici sfavorevoli e da parassiti come il cinipide che causa forti decrementi della resa delle castagne, prodotto di eccellenza del territorio, e in molti casi azzerano addirittura i raccolti. Servono dunque maggiori fondi per la lotta antiparassitaria biologica.

La nostra terra ha anche una forte vocazione zootecnica e soprattutto il settore ovino andrebbe valorizzato, un settore che oltre a fornire prodotti d’eccellenza serve a preservare vaste aree del nostro territorio. La Regione può dare un contributo determinante, attraverso un Piano di sviluppo rurale che preveda anche incentivi per gli allevatori.

Piccole e medie imprese

Nella Tuscia abbiamo il polo industriale di Civita Castellana che è uno dei più importanti distretti industriali italiani. E’ necessario innovarlo e riorganizzarlo e di aiutare gli imprenditori a trovare nuovi prodotti per nuovi mercati. Ma pensiamo anche all’artigianato, biglietto da visita della cultura di un territorio.

Di pari passo, sono necessarie misure che aiutino le piccole e medie imprese operanti in altri settori. A queste va garantito un più facile accesso al credito per mutui e prestiti e una minore pressione fiscale.

Infrastrutture

Tutti i settori produttivi vanno supportati, dunque, da piani di sviluppo ad hoc, ma serve anche un contesto che permetta di applicarli con efficacia e rapidità. Per questo bisogna dedicare particolare attenzione alle infrastrutture viarie e di trasporto.

Occorre completare la Trasversale Orte Civitavecchia per collegare l’interporto di Orte al corridoio tirrenico e puntare anche sui collegamenti ferroviari da e verso Roma. Negli ultimi anni il servizio offerto sulle tratte regionali e locali è andato sempre peggiorando e a farne le spese sono stati i pendolari. Nel prossimo futuro vogliamo che viaggino meglio, spendendo il giusto.

Sanità

La situazione della sanità nella regione Lazio è disastrosa. Nel nostro territorio ne sono un triste esempio la chiusura di fatto dell’ospedale di Ronciglione e il ridimensionamento di quelli di Civita Castellana, di Tarquinia e di Acquapendente.

Un altro inquietante provvedimento che ha già messo a rischio più di una volta la vita dei pazienti locali è la riduzione drastica dell’attività del reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Belcolle. Una donna di 40 anni di Acquapendente è finita in coma perché la sala di neurochirurgia chiude alle 20; stessa sorte è toccata a una 44enne di Ronciglione, operata dopo ben 7 ore.

Nella stessa struttura, a causa della chiusura delle cucine, il cibo per i ricoverati arriva da Pomezia, ai limiti della commestibilità.

La Regione Lazio dovrà ridisegnare una nuova sanità più vicina ai malati e ai disabili, che tuteli le professionalità e il diritto alla salute, eliminando gli sprechi e le cattive gestioni, ma assicurando i servizi.

Ambiente

Ai cittadini va anche garantito un ambiente sano. A cominciare dalla potabilità dell’acqua che nel Lazio, e soprattutto nella provincia di Viterbo, è ormai un’emergenza. Occorre affrontare di petto la questione dell’arsenico, attraverso l’attuazione organica e puntuale di provvedimenti che permettano di poter usare l’acqua del rubinetto di casa.

Un’altra vergogna è il problema dello smaltimento dei rifiuti. Un recente decreto prevede la distribuzione dell’immondizia di Roma in tutto il Lazio per evitare la costruzione di una nuova discarica. Diventa sempre più urgente, dunque, puntare sulla raccolta differenziata e la trasformazione dei rifiuti in risorse. In questo la Tuscia può diventare un modello, attraverso la raccolta porta a porta, le isole ecologiche e gli impianti per il compostaggio. Iniziative che convengono anche economicamente, perché gli introiti derivanti dalla trasformazione dei rifiuti possono essere reinvestiti in servizi.

“Conosco bene i problemi della Tuscia – afferma la candidata – non sarà certo una sfida facile, di sicuro servirà tanto lavoro per ridare una speranza alla Regione.

Ma è necessario ridare voce alla Tuscia, restituirgli la giusta importanza nella Regione.

Darò voce alle donne – promette – perché la passione, la tenacia e la forza di volontà con le quali affrontano le sfide che gli si pongono davanti è la forza vitale e nuova che serve in un momento di così grave crisi e la loro presenza nei punti chiave della società è una esigenza non più rimandabile”.


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13 gennaio, 2013

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