– “Il Giuseppe Mussari al centro delle vicende che stanno coinvolgendo il Monte Paschi di Siena, non è lo stesso Mussari che il 26 maggio 2012, a Viterbo, intervenendo al Road Show Abi dispensava lezioni di etica bancaria?”.
Il presidente della Provincia Marcello Meroi, quel giorno, partecipò alla manifestazione organizzata dall’Abi (Associazione bancari italiani) presieduta dallo stesso Mussari e alla presenza dell’intero mondo bancario provinciale, tornò a lamentare la scarsa attenzione degli istituti di credito verso i destini del territorio.
“In quella sede – ricorda Meroi – evidenziai le ricadute negative che le politiche rigoriste del governo Monti stavano producendo sul tessuto economico provinciale, mettendo in serio rischio la sopravvivenza delle aziende e il mantenimento dei livelli occupazionali. Sollecitai un impegno congiunto degli attori istituzionali ed economici per aiutare la ripresa, lamentando l’inspiegabile disinteresse per le sorti del territorio da parte degli istituti di credito, pur numerosi, che operano nella Tuscia.
Il presidente Mussari – ricorda ancora Meroi – pur non chiudendo le porte alla possibilità di valutare eventuali forme di collaborazione, rispose che la missione delle banche non era fare beneficenza. Ora apprendo che Mussari ha rassegnato le dimissioni dal vertice dell’Abi, dopo il suo coinvolgimento diretto nello scandalo dei derivati che sarebbero stati acquistati segretamente dal Monte dei Paschi di Siena”.
“Naturalmente – aggiunge Meroi – non è mia intenzione dare giudizi morali su una vicenda che attende di essere chiarita dagli organi competenti, né prestare il fianco a facili strumentalizzazioni di natura politica. Questo nuovo scandalo che coinvolge un istituto di credito fra i più noti in Italia, sta a dimostrare come i veri nemici delle banche siano i banchieri che ne sono ai vertici. Quegli stessi banchieri che, dopo aver con assoluta spregiudicatezza speculato nella finanza mettendo a rischio la sopravvivenza dei propri istituti di credito, ci venivano a spiegare che le regole del sistema bancario non consentono di aiutare le istituzioni nella crescita del territorio.
Negli ultimi tempi, soprattutto in ambito politico, si è sentito parlare in termini dispregiativi delle banche, addebitando a un intero sistema le responsabilità di chi stava al vertice. In realtà le banche sono le prime vittime di quanti hanno snaturato la loro missione reale per meri scopi di natura speculativa. E’ stata proprio la bramosia speculativa di banchieri senza scrupoli a causare la crisi economica internazionale che sta mettendo in ginocchio l’economia degli stati.
Mi auguro che – conclude – questa ennesima spiacevole vicenda che vede protagonisti esponenti di spicco del panorama bancario nazionale, possa aiutare le banche a riscoprire la loro originaria missione in campo economico e sociale. La vera ed autentica missione degli istituti di credito, come recita il termine stesso, è infatti quella di dare ossigeno all’economia, agevolando l’accesso al credito per le imprese e per tutti coloro che hanno le capacità e le potenzialità di creare sviluppo e lavoro”.
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