– Il prossimo 10 gennaio, alle 16.30, presso la Sala Regia del Palazzo dei Priori, avrà luogo la presentazione del libro: “Carnevale. Storia di Carnevale dagli archivi della Tuscia viterbese”, di Quirino Galli, edito da Edup di Roma.
La manifestazione ha avuto il patrocinio del Comune di Viterbo e a parlare dell’opera sarà la professoressa Sandra Puccini, docente di Antropologia culturale presso l’Università della Tuscia.
L’indagine ha il suo limite spaziale nella Provincia di Viterbo, ovvero in quel territorio che dal VIII secolo alla Rivoluzione francese era il Patrimonio di San Pietro. Ma, di fatto, sono frequenti i riferimenti a fatti carnevaleschi, proposti in nota, presenti in aree contigue; inoltre, sul piano tematico, taluni riferimenti connettono questo territorio ad aree ancor più lontane; riferimenti come: l’inversione dei ruoli, la maschera, la grande abbuffata, il ballo, la satira e il potere politico.
Preceduto da una premessa e da una introduzione, il profilo storico, ripartito in nove capitoli, procede alternando documenti, che vanno dal 1214 al 1940, e valutazioni di carattere antropologico e sociologico.
Porre un limite areale, senza indulgere a uno sterile municipalismo, è la condizione, secondo l’indagine portata avanti da Q. Galli, per evitare facili generalizzazioni e per dare concretezza al raffronto tra i processi storici e il mutare dei sistemi culturali. Ma è anche la condizione metodologica per riscontrare le relazioni tra il persistere di motivi carnevaleschi e il loro confronto con il mutare delle condizioni economiche e politiche.
-Il prossimo 10 gennaio, alle ore 16.30, presso la Sala Regia del Palazzo dei Priori, avrà luogo la presentazione del libro: Carnevale. Storia di Carnevale dagli Archivi della Tuscia viterbese, di Quirino Galli, edito da Edup di Roma. La manifestazione ha avuto il patrocinio del Comune di Viterbo e a parlare dell’opera sarà la professoressa Sandra Puccini, docente di Antropologia culturale presso l’Università della Tuscia.
L’indagine ha il suo limite spaziale nella Provincia di Viterbo, ovvero in quel territorio che dal VIII secolo alla Rivoluzione francese era il Patrimonio di San Pietro. Ma, di fatto, sono frequenti i riferimenti a fatti carnevaleschi, proposti in nota, presenti in aree contigue; inoltre, sul piano tematico, taluni riferimenti connettono questo territorio ad aree ancor più lontane; riferimenti come: l’inversione dei ruoli, la maschera, la grande abbuffata, il ballo, la satira e il potere politico.
Preceduto da una Premessa e da una Introduzione, il profilo storico, ripartito in nove Capitoli, procede alternando documenti, che vanno dal 1214 al 1940, e valutazioni di carattere antropologico e sociologico.
Porre un limite areale, senza indulgere a uno sterile municipalismo, è la condizione, secondo l’indagine portata avanti da Quirino Galli, per evitare facili generalizzazioni e per dare concretezza al raffronto tra i processi storici e il mutare dei sistemi culturali. Ma è anche la condizione metodologica per riscontrare le relazioni tra il persistere di motivi carnevaleschi e il loro confronto con il mutare delle condizioni economiche e politiche.
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