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Viterbo - Questa mattina una passeggiata di protesta al bullicame

Ex terme Inps, in duecento alla passeggiata di protesta

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La passeggiata di protesta alle ex terme Inps

La passeggiata di protesta alle ex terme Inps

Il comitato organizzativo della passeggiata

Il comitato organizzativo della passeggiata

La passeggiata di protesta alle ex terme Inps

La passeggiata di protesta alle ex terme Inps

La passeggiata di protesta alle ex terme Inps

Riceviamo e pubblichiamo – Come da programma questa mattina si è svolta la passeggiata termale di protesta.

Circa duecento i viterbesi che sfidando Giove pluvio hanno partecipato all’evento.

I cancelli e la recinzione delle Terme ex Inps erano letteralmente ricoperti da striscioni di protesta. Il motivo ricorrente dei manifesti era una solo: “restituite l’acqua che avete sottratto alle Terme ex Inps”.

L’evento ha destato interesse e curiosità tra i bagnini e tra il personale delle Terme dei Papi che sono usciti dalla sede di lavoro, per osservare la manifestazione.

Gli organizzatori sono stati lieti di accogliere anche l’adesione e il pieno sostegno alla manifestazione di Antonello Ricci.

Durante la passeggiata non è caduta una goccia d’acqua. Così il serpente di partecipanti si è snodato per la strada Terme, scortato da due vetture del 113, per arrivare al luogo simbolo del nostro termalismo: la “callara” del Bullicame.

Qui Giovanni Faperdue e Franco Marinelli hanno parlato del problema del disinteresse del Comune verso i problemi del termalismo viterbese e soprattutto della riapertura dello stabilimento Terme ex Inps, che dava lavoro a circa 200 persone, tra fissi e stagionali.

Ma c’è un grosso problema. Se quello stabilimento dovesse, per ipotesi riaprire domani mattina, non sarebbe possibile farlo perché è completamente privo di acqua.

Infatti, i pozzi Gigliola e Uliveto sono stati prosciugati dalle Terme dei Papi nel 1993 con la riperforazione del pozzetto. Insomma ci troviamo di fronte ad una situazione grottesca di uno stabilimento termale senza una goccia di acqua termale.

La pietra dello scandalo di tutta questa situazione è il pozzetto. Prima della sua riperforazione erogava circa 4 litri al secondo, dopo questa operazione, passò a circa 25 litri al secondo.

In virtù di questa riperforazione, le Terme dei Papi da 14 litri al secondo, pattuiti nel contratto stipulato con il Comune di Viterbo, (secondo i dati prodotti da Giuseppe Pagano), usufruirono da un minimo di 37 lt/s ad un massimo di 43 lt/s.

Fatto un calcolo approssimativo delle quantità di acqua termale prelevate in più, in venti anni (1993-2013) si arriva a circa 14 miliardi di litri prelevati, a danno dell’erario e del popolo viterbese che ha visto le pozze a ridosso della “Callara” sempre asciutte, fino alla fine del 2010.

Se si valutasse questa fiume di acqua ad un prezzo minimo di un millesimo di euro a litro, al Comune di Viterbo dovrebbero arrivare circa 14 milioni di euro.

Alla fine della passeggiata si è stabilito di dare un mese di tempo al Comune di Viterbo per adottare tutte le misure necessarie a restituire acqua alle Terme ex Inps, operando la limitazione dell’erogazione del “pozzetto” a 4 litri al secondo, in modo da restituire acqua ai pozzi Gigliola e Uliveto.

Qualora il Comune non dovesse prendere nessun provvedimento gli organizzatori della passeggiata si riservano azioni di protesta più incisive.

Sia chiaro che non vogliamo la chiusura di nessuna struttura, anzi al contrario vogliamo l’apertura di tante nuove strutture (Terme ex Inps, Free Time, Zitelle, ex Oasi Hotel, Terme del Bacucco, Campo Termale del Bagnaccio).

Chiediamo però contratti chiari per tutti e la realizzazione della agognata Città Termale di Viterbo.

Solo così daremo impulso al turismo e all’occupazione senza alcun tipo di inquinamento dell’ambiente. Il termalismo è il tesoro di Viterbo : è l’unica vera, credibile risorsa che può dare benessere e sviluppo alla città.

Si sono persi decenni colpevolmente, è ora di cambiare rotta. E’ un percorso irrinunciabile, e, per via dell’incuria delle amministrazioni che si sono succedute finora,Viterbo paga un prezzo altissimo in termini di disoccupazione e di sviluppo realmente sostenibile.

Gli organizzatori

Giovanni Faperdue, associazione Il bullicame

Franco Marinelli, associazione Solidarietà Cittadina

Rossella De Paola, Insieme per Viterbo Democratica

Giovanni Benigni, Partito della rifondazione comunista – Federazione delle sinistra


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13 gennaio, 2013

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