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Politica - La critica di Anna Maria Meaccini al suo partito

“I dirigenti del Pd hanno fatto prevalere il calcolo sull’intelligenza”

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La scheda per votare alle primarie del centrosinistra

Le primarie del centrosinistra

Riceviamo e pubblichiamo – Con la fine del 2012 se ne è andata Rita Levi Montalcini: una bella mente in un corpo esile e minuto, ma in fondo lei stessa ebbe modo di affermare che importante era la mente e non il corpo.

Una frase che apparve forte, stridente, quasi priva di senso, specialmente ai giorni nostri, quando le attenzioni maggiori sono concentrate tutte sul corpo.

Eppure è stata una mente instancabile, penetrante, che ebbe a scrutare per una vita con tenacia nel microscopio, nella ricerca appassionata: i neuroni, quelle cellule fondamentali per la salute in genere ed in particolare per l’intelligenza e la lungimiranza, li studiò così tanto ed appassionatamente che ne scoprì il loro fattore di accrescimento, per il quale ha ricevuto il premio Nobel.

Con la sua dipartita siamo un po’ più poveri tutti: donne e uomini, la sua vita determinata e di impegno ci dovrebbe essere almeno da modello e da sprone per il futuro.

In fondo anche se se ne è andata ci ha lasciato una feconda eredità culturale ed umana e come ebbe a dire un grande uomo, servitore dello stato, ucciso dalla mafia, “gli uomini passano, le idee restano”.

E’ stato triste leggere in questi giorni sui giornali di questa provincia e sul web di contrasti politici anche sulla figura rilevante di Rita Levi Montalcini.

E’ stato altrettanto triste leggere di primarie pilotate, di comportamenti poco corretti, che come è stato opportunamente denunciato sicuramente ci sono stati, ma questo stava nell’ordine delle cose, come non prevederlo, quando già nelle elezioni per le consultazioni del candidato a premier era stato fatto un accordo preventivo tra Bersani, i socialisti di Nencini e Sel di Vendola, la cosiddetta carta d’intenti, ed erano state cambiate le regole con le quali si era votato le volte precedenti, per ostacolare Renzi?

Alle primarie per la scelta dei candidati alla Regione e al Parlamento, organizzate in un battibaleno per il precipitare della situazione politica, è diventato inevitabile che a vincere sarebbero stati quelli che alle spalle avevano l’organizzazione, vale a dire i circoli, che comunque hanno avuto il merito di organizzarle concretamente e quando ad una competizione elettorale si sceglie di partecipare bisogna accettare il verdetto del voto, con rispetto e serenità come ha saputo fare Matteo Renzi.

In provincia di Viterbo, rimango dell’avviso che il candidato uomo dell’area Renzi doveva essere espressione della città capoluogo, sia perché lì c’era stato il risultato più sorprendente, ma soprattutto in considerazione del prossimo rinnovo a primavera del sindaco e del consiglio comunale, laddove si gioca realmente non solo il cambiamento di una città pietrificata nel potere politico, ma di un’intera provincia ed in considerazione di questo avevo dato la disponibilità della mia persona, se poteva essere utile.

E’ proprio dal comune di Viterbo che può ripartire il più grande rinnovamento della Tuscia nella sua interezza, anzi sono convinta che inizia proprio da lì, considerato che non abbiamo mai governato la città e perché dal suo funzionamento, dipende la qualità della vita non solo dei viterbesi, ma di tutti i cittadini della provincia e solo un nuovo sindaco e la sua amministrazione possono modificarla nel profondo, non solo perché avranno il potere per farlo, ma soprattutto potranno dare un netto taglio con il passato.

Per rendere chiara l’idea voglio solo fare un esempio: il sindaco di Viterbo, in qualità di presidente della conferenza dei sindaci, è il primo responsabile della programmazione sanitaria del territorio provinciale e in questo momento di totale marasma sociale e sanitario, il suo ruolo diventa essenziale.

Per quanto riguarda Acquapendente, non è vero che sono andati a votare, come è stato scritto sui giornali più di 900 persone, ma meno di 600 ed in questa ultima tornata vi hanno partecipato anche gli elettori e le elettrici di Proceno e Trevinano, quindi molti di meno rispetto alle primarie per il candidato premier. Dico questo per amore di verità e perché sui numeri sono circolate non poche bufale .

Se attiviamo bene quei famosi neuroni che tanto hanno appassionato gli studi della Levi Montalcini e che le hanno permesso una lucidità straordinaria alla sua veneranda età, ci rendiamo conto dove sono stati fatti ancora una volta i giochi e da chi ed allora è indispensabile che per il futuro li utilizziamo meglio ed in maniera più perspicace, perché rimango dell’avviso che alle prossime elezioni, quelle vere, la maggioranza dei cittadini non sarà disposta a votare per partito preso.

In particolare, perché la nostra terra ha pagato un prezzo troppo alto per l’evidente disinteresse e per il mero esercizio del potere fine a se stesso da parte dei nostri vecchi rappresentanti, anche se di grosso calibro e questo non è un buon viatico per i nuovi candidati se sono il frutto del loro accordo, a meno che sapranno dar prova d’autonomia, capacità e spirito di servizio, già a partire dalla campagna elettorale.

Per ritornare all’eredità di Rita Levi Montalcini, credo che un po’ d’impronta l’abbia lasciata sui risultati delle ultime primarie, per quanto riguarda le donne, i giovani prevalsi, radicati nei territori, impegnati e non è cosa da poco, proprio come quelli ai quali Rita si è sempre rivolta, spronandoli a lavorare sempre con maggiore tenacia per il bene dell’umanità e per il progresso civile.

Non sono altrettanto convinta che ne hanno saputo fare tesoro i dirigenti del Pd, perché hanno fatto prevalere il calcolo sull’intelligenza e la lungimiranza, fondamentali in politica e in particolare in questo momento storico per il futuro dell’Italia.

Anna Maria Meaccini

Iscritta al Pd circolo di Acquapendente


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19 gennaio, 2013

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