![]() Paolo Bianchini |
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– Si è candidato in Regione come Franco Simeone, ma a differenza del suo collega del Pdl, Paolo Bianchini (Fratelli d’Italia) non si dimette da assessore provinciale.
Situazione completamente diversa, spiega il diretto interessato presentando la sua candidatura. “Non mi dimetto – spiega Bianchini – e nessuno me lo ha chiesto, perché io non sono uscito fuori all’ultimo momento candidandomi contro un gruppo che aveva designato un altro assessore”. Giuseppe Fraticelli.
“Se fosse stato Fraticelli il candidato – spiega Bianchini – nessuno gli avrebbe chiesto di dimettersi”.
E’ soddisfatto dell’appoggio da parte del presidente Marcello Meroi. “Lo ringrazio e mi fa piacere per la stima che mi ha mostrato”. Così come quella d’altri. “Il consenso che sto avendo – precisa – è importante, ci sono molti delusi che mi dicono come non sarebbero andati a votare senza la mia candidatura. La strada è lunga, ma come diceva mio nonno, il secchio si riempie goccia a goccia”.
Evita di fare promesse. “Potrei parlare di termalismo, infrastrutture, raddoppio della Cassia – continua Bianchini – ma ora sono solo parole, quello che posso garantire è che la mia porta, come lo è in Provincia, sarà sempre aperta anche in Regione a tutti”. Quindi un avvertimento: “La necessità d’avere un contatto diretto con il territorio è fondamentale – prosegue Bianchini – non come chi arrivato a Roma si dimentica da dove arriva.
Io temo chi campa con la politica, non c’è la dovuta indipendenza e mi auguro che anche gli altri candidati si diano da fare per il bene del territorio e non per se stessi”.
Il lavoro, con la formazione professionale tra le priorità, un fronte su cui Bianchini è impegnato a palazzo Gentili.
“L’Europa a livello regionale è un filone che non viene preso in considerazione. L’ufficio preposto non funziona, non ci si punta. Noi abbiamo permesso a sei ragazzi di frequentare stage per la progettazione e ora tutti lavorano”.
Fratelli d’Italia è un movimento nuovo, la senatrice Laura Allegrini ha messo in guardia sul rischio che si disperdano in voti, in pratica solo col Pdl si può tentare d’eleggere consiglieri regionali.
“La senatrice – spiega Bianchini – potrebbe avere qualche sorpresa il 26 febbraio. Il voto utile non esiste, forse hanno più possibilità d’eleggere rappresentanti, partiti grazie ai resti su base regionale che non quelli con il voto pieno.
Il Pdl si basa su Berlusconi, noi abbiamo un progetto di più ampio respiro alla guida di Giorgia Meloni. In ogni caso, auguro alla senatrice Allegrini d’essere rieletta. Noi non ragioniamo contro, anche perché la sua elezione significherebbe avere ottenuto il premio di maggioranza, quindi la vittoria nel Lazio e di quella di Storace”.
Sul presidente Storace: “Se si fanno debiti per aprire quattro ospedali non credo sia un dato negativo – osserva Bianchini – non come Zingaretti che ha speso milioni per realizzare la nuova sede della provincia di Roma”.
Dal 21 dicembre a oggi a Fratelli d’Italia a Viterbo hanno aderito cinquantaquattro amministratori. Intanto si aspetta l’arrivo a Viterbo di Giorgia Meloni, il 9 febbraio.
Giuseppe Ferlicca
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