![]() Chiara Frontini |
Riceviamo e pubblichiamo – Caro Marcosano,
Non sono sorpresa del tuo stupore: capisco che parlare di partecipazione, di condivisione, di recupero del rapporto con i cittadini siano temi difficili da affrontare per chi ancora, come te, fa parte di un partito (il Pdl) che ha fatto un massiccio tesseramento in Provincia di Viterbo, e poi ha avuto paura di celebrare i congressi.
Lo stesso partito che voleva organizzare le primarie, salvo poi tirarsi indietro all’ultimo minuto, prendendo in giro, ancora una volta, tutti quegli elettori di centrodestra che hanno una voglia matta di dire la propria. Per capirci, gli stessi che sono andati, in parte, a votare Renzi alle primarie del centrosinistra. Quel dato avrebbe dovuto far riflettere la classe dirigente del Pdl Viterbese: l’ennesimo segnale non colto della necessità di cambiare rotta.
Per quel che riguarda la mia coerenza politica, essa è data dai fatti: in 9 mesi di lavoro, senza alcun capitolo di bilancio a disposizione, ma gestendo appena 9mila di residui di amministrazione, abbiamo presentato oltre 10 progetti europei, di cui uno già approvato quando ero in amministrazione (per un totale di 21mila di finanziamento), puntato sulla formazione e lorientamento in entrata con Happy Hour Happy Job e la formazione nel settore dei mestieri della scrittura con lassociazione del finalista Premio Strega Giorgio Nisini, rilanciato le energie rinnovabili con due festival – di cui uno presentato anche come Best Practice a Bruxelles – e la sensibilizzazione verso la mobilità elettrica, portato Rai5 a Viterbo con un contest di giovani registi, e tanto altro.
Ma a differenza di molti, tra cui tu che mi scrivi, non me ne sono stata zitta di fronte alle ingiustizie e a quanto non andava all’interno della maggioranza di governo. A tal proposito ti ricordo due eventi. Il primo, quando sono intervenuta ad un’assemblea di iscritti, autoconvocata, che chiedeva la celebrazione del congresso provinciale, dove definivo anche parte del movimento giovanile “uno stuolo di piccoli portaborse”. Il secondo, beh, difficile da dimenticare visto la strumentalizzazione che ne è stata fatta da Fracassini&co.
Chiedevo solo un po’ di rinnovamento e di sano ricambio nella classe dirigente, non mi sembra una richiesta assurda. D’altronde, chiunque abbia un minimo di contatto con la gente sa che questa è una necessità avvertita dalla stragrande maggioranza degli elettori, ed io mi sono permessa di farne da portavoce. Per questo sono stata estromessa dal mio ruolo, insieme all’altro giovane della giunta. Una brutta pagina di politica locale, che colpisce ed espelle chi lavora ed ha idee. Un partito che ha paura e non rigenera la propria classe dirigente è destinato al fallimento.
Su una cosa hai ragione: sono stata nominata da una componente, è vero. Ma Probabilmente se fossi stata zitta e buona al mio posto (come in molti mi hanno consigliato di fare), sarei stata ancora assessore. Questo per rispondere a chi, anche tra i commenti in calce al mio articolo, mi accusa di essere attaccata alla poltrona. Ma in un momento come questo, di declino e degrado, non posso tacere e non mi pento di nessuna azione o dichiarazione. Sono convinta della strada intrapresa, insieme a tanti cittadini attivi sogniamo il futuro e costruiamo il presente di questa splendida città.
Chiara Frontini
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