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Politica - Lettere - Antonella Bruni interviene sulle imminenti elezioni

“La politica non è uno spettacolo d’arte varia”

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Antonella Bruni

Antonella Bruni

Riceviamo e pubblichiamo – E’ tempo di elezioni e quindi tutti in fibrillazione per assicurarsi una candidatura, una vittoria, un incarico, uno stipendio, per sé, amici, parenti e accoliti e non dimentichiamoci che, poi, molti “tengono famiglia”.

Improbabili rivoluzionari di lungo corso, fanno finta di opporsi a conservatori innovatori, c’è chi sale da una loggia a un’istituzione, e chi scende da un circolo segreto a un laticlavio, seguito allegramente da quello o quella che straparla di nuove candidature, dimenticando di aver ricoperto ruoli soltanto per chiamata diretta del protettore di turno.

Conosco la politica per poter affermare serenamente che la maggior parte di coloro che la praticano non hanno la minima idea di ciò che si dovrebbe realmente fare, pontificando slogan stereotipati e soluzioni insensate, faticando a capirsi da soli.

A chi possono mai interessare le soluzioni economiche proposte da figuri che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro. Come gli Inti Illimani non saranno mai pezzi da melomani, le azzardate elucubrazioni di signorine su tacchi troppo alti, le cui altezze vertiginose hanno dato loro alla testa, mascherando modeste stature, non saranno mai soluzioni, soltanto ulteriori problemi.

Neanche si sente il bisogno di impresari teatrali afflitti da manie di protagonismo, che saltano da un burattinaio ad un altro, nel desiderio inconfessabile di promuoversi attori protagonisti; la gestione della cosa pubblica è cosa ben diversa di uno spettacolo d’arte varia.

Si dica, finalmente, la verità ai cittadini elettori, che sono molto meno stupidi di quanto credono certi professionisti dell’inciucio, si dica che non la politica, ma certi politici, hanno fallito. Chi ha la pretesa di sostituirli, in una sorta di turnazione infernale, si appresta soltanto a fare peggio, molto peggio, sempre a spese dei poveri cittadini.

Eppure, la soluzione non esige un premio Nobel preventivo, si richiederebbe onestà sostanziale, medie capacità, voglia di lavorare, interesse reale per il bene di tutti. Progetti reali, dichiarati preventivamente, tempo massimo di permanenza, dichiarazione dei redditi prima e dopo, possibilità di controllare l’attività dei manovratori incarico durante, un solo incarico per volta, obbligatoriamente da terminare, evitando salti in corsa, dire cosa si vuole fare, come, con chi, in quanto tempo.

Cose semplici, direte voi, banali, direbbe qualche dannato professionista che non intende scoprire le carte, cose indispensabili dico, del tutto modestamente, io, se vogliamo mantenere il giocattolo della democrazia, conquistato con fatica dai padri e dilapidato da figli inetti, se vogliamo evitare l’uomo della provvidenza, che è pronto dietro alla porta della storia imminente, introdotto dal suo servo in loden, nell’indifferenza di ebeti scellerati, che suonano una triste musica sul piroscafo Italia che sta affondando.

Sparate, sparate pure, continuerò a rispondere…

Antonella Bruni


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21 gennaio, 2013

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