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Cultura - Antonella Bruni commenta il ricordo di Daniela Boltrini

“La senatrice Montalcini criticabile”

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Antonella Bruni

Antonella Bruni

Riceviamo e pubblichiamo – Leggo l’intervento di Daniela Boltrini in relazione alla morte di Rita Levi Montalcini, sul quale ritengo opportuno ed utile dissentire parzialmente, certa che Tusciaweb favorirà la diffusione di opinioni non necessariamente conformiste e magari aprire un libero confronto, che è il sale della democrazia, quella vera.

Come scienziata la veneranda professoressa è probabilmente al di sopra di critiche, se non altro per il premio Nobel assegnatole.

Come donna, certamente ha indicato vie in tempi ed ambienti che non favorivano coloro che la sorte destinava a nascere di sesso femminile.

Come senatrice a vita ha posto in essere comportamenti che non la esentano da critiche fondate. Rammentiamo lo spettacolo non edificante di andare a votare sorretta a braccia, soltanto per salvare un governo Prodi in caduta libera, previa deliberazione di cospicui finanziamenti alla sua fondazione.

Si dirà che tali gesti appartengono ad un politico ed ovviamente sono d’accordo, ma la Levi Montalcini era senatrice a vita, quindi non eletta, bensì nominata.

A parte l’assurdità dell’istituto, ditemi voi come si può nominare un parlamentare che, in quanto tale dovrebbe essere soltanto espressione della volontà elettorale dei cittadini e non di decisioni elitarie, spesso eccepibili.

Tuttavia, se ancora la Costituzione contempla questa possibilità, del tutto anacronistica (si può onorare un cittadino che ha ben meritato con un’onorificenza, non certo con il laticlavio!), sarebbe bene esercitare tale ruolo con misura e discrezione, evitando d’incidere nel reale dibattito politico nonché esternare posizione dichiaratamente schierate e in furiosa contrapposizione.

In conclusione, la scienziata, recentemente defunta, ha certamente meriti, ha compiutamente percorso il suo cammino terreno e va rammentata per questo, sicuramente non santificata, né trasformata in icona esente da difetti.

E’ stata una donna impegnata, schierata, con opinioni, non necessariamente universali.

Sia onorata per i suoi meriti reali e non utilizzata per utilità elettorali, sono certa che, se potesse leggermi, dove ora è, mi darebbe ragione anche la professoressa, premio Nobel, senatrice, che odierebbe l’imbalsamazione tartufesca postuma.

Quanto a me, fate pure, ho già condotto una trasmissione titolata “non sparate su Antonella”, non mi danno retta, aprono il fuoco, ma io rispondo, oh se rispondo!

Antonella Bruni


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2 gennaio, 2013

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