![]() Uno degli arrestati, Django Barberio |
![]() Michel Barberio, fratello di Django, arrestato anche lui |
![]() Gli arrestati |
![]() Gli arrestati |
– Ancora un’udienza rinviata per problemi di notifica.
A saltare, stavolta, è il processo Drago, scaturito dalla maxi operazione antidroga che ha portato all’arresto di quaranta persone.
Il pm li ha mandati direttamente a giudizio senza passare per l’udienza preliminare. In venti hanno scelto il rito immediato. Gli altri patteggeranno all’udienza fissata ad aprile.
Il maxi blitz scatò a maggio dell’anno scorso, ma l’indagine era già in piedi da un anno. La Bmw di due fratelli di Soriano nel Cimino fu trovata crivellata di colpi. I carabinieri scoprirono che l’autore del gesto era un certo Dragos, cittadino romeno che ha dato il nome all’operazione.
L’uomo si diceva vessato dalle continue richieste di denaro dei due fratelli sorianesi Django e Michel Barberio, che diventarono il fulcro dell’inchiesta.
Gli inquirenti li ritengono al vertice di un sodalizio dedito, per lo più allo spaccio di droga.
L’acquisto di stupefacenti sarebbe stato finanziato attraverso altri traffici: estorsione, usura, sfruttamento della prostituzione e anabolizzanti.
Su Django Barberio ricade anche l’accusa di violenza sessuale su una donna, che ha denunciato di essere stata stuprata perché rifiutava di prostituirsi.
La violenza si sarebbe consumata sotto gli occhi della fidanzata di Barberio, V. J., 38enne romena anche lei arrestata nel blitz. La coppia avrebbe voluto spartire i proventi dell’attività di prostituzione. Il processo è aggiornato ad aprile.



