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Cronaca - Intervento delle Fiamme gialle

Pesca a strascico vicino alla costa

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Le fiamme gialle in azione

Le fiamme gialle in azione

– Nel corso di un’attività di monitoraggio e vigilanza lungo il litorale laziale, predisposta dal reparto operativo aeronavale di Civitavecchia, volta alla tutela e la salvaguardia del patrimonio ittico e delle risorse biologiche marine, condotta dalle unità navali appartenenti alla sezione operativa navale di Anzio, in stretta cooperazione con la stazione navale di Civitavecchia, l’equipaggio della vedetta V.608 del Corpo, in crociera lungo la costa dell’Agro Pontino, nelle ore della tarda serata di ieri ha sorpreso un motopeschereccio, appartenente alla marineria di Anzio, mentre esercitava la pesca a strascico, a trazione meccanica, in zona vietata, nelle acque antistanti il lago di Caprolace, a un miglio dalla costa in presenza di un fondale inferiore a 35 metri.

L’unità da pesca, sfruttando l’oscurità delle ore serali, avrebbe calato le reti negli spazi acquei interdetti alla pesca, avvicinandosi alla costa a velocità ridotta nel tentativo di sfuggire alla vista di eventuali osservatori.

Il comportamento posto in essere dal comandante del peschereccio, peraltro già recidivo per le stesse violazione alle normative sulla pesca, rischiava di arrecare significativi danni alla flora ed alla fauna marina che popola l’ambiente costiero, che in conseguenza del fermo biologico, imposto ai pescherecci dal 3 settembre al 2 ottobre, è fortemente interessata ad un momento di crescita.

Dopo aver fermato l’imbarcazione, l’equipaggio della vedetta della dipendente sezione operativa navale di Anzio, ha proceduto al sequestro amministrativo della rete da pesca usata per l’illecita attività, contestando al comandante del peschereccio la violazione delle disposizioni legislative in materia di pesca, che prevedono una sanzione da duemila fino a dodicimila euro, il sequestro dell’attrezzatura utilizzata e del pescato, insieme alla segnalazione dell’infrazione all’autorità marittima competente, che successivamente procederà all’annotazione nella licenza di pesca e, in caso di reiterate violazioni della specie, potrà procedere alla sospensione dell’autorizzazione.

L’ennesimo sequestro di attrezzi da pesca utilizzati in zona vietata che rappresenta un ulteriore episodio che ha visto protagoniste le fiamme gialle nella qualificata attività di contrasto, agli operatori economici che, con il proprio comportamento non corretto, rischiano di danneggiare il sensibile habitat marino, conseguendo, nel contempo, illeciti proventi derivanti dalla cattura illegale di prodotto ittico.


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4 gennaio, 2013

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