(g.f.) – “Sull’immondizia ci si poteva pensare prima, o sbaglio?” Rifiuti da Roma a Viterbo: Antonio Fracassini, consigliere comunale e provinciale di Alleanza per Viterbo si rifiuta di pensare che nessuno sapesse.
Ma tira aria di campagna elettorale e Fracassini manda a dire ai suoi colleghi di centrodestra d’evitare argomenti come questo o l’arsenico in campagna elettorale. Suggerendone eventualmente altri, tra cui il teatro tenda a piazza Unità d’Italia, uno scatolone per il consigliere, costruito in barba alle norme sull’ornato varate dal comune.
“I parlamentari viterbesi, i consiglieri regionali – si domanda Fracassini – che hanno fatto finora sui rifiuti? Mi sembra una presa in giro.
Il decreto avrebbero dovuto conoscerlo. Se qualcuno ci fa sapere quali attività hanno messo in atto, gliene saremmo grati”.
Il sindaco Giulio Marini è pronto a fare le barricate per impedire l’arrivo a Viterbo dell’immondizia dalla capitale.
“Il primo cittadino e il presidente della provincia Meroi – continua Fracassini – sono le uniche voci che si sono sentite sul territorio. Ma parlare di barricate a cose fatte, è troppo tardi.
Ci si doveva pensare prima. Poi i camion arriveranno scortati dalla polizia, no so quali blocchi si possano mettere in atto. Non scherziamo”.
E soprattutto per Fracassini, non buttiamola in campagna elettorale. “Come per l’arsenico – dice ancora Fracassini – lo abbiamo fatto diventare un’emergenza. Adesso non dobbiamo cercare colpe.
Che al 31 dicembre sarebbe scaduta l’ultima proroga possibile si sapeva da anni. Potevano essere trovate soluzioni. Già quando io ero assessore comunale, con la Robur avevamo cominciato a pensare a possibili vie d’uscita. Anche perché non c’è niente da inventare. Servono filtri, attrezzature da installare. Punto.
Non buttiamola in campagna elettorale, eventualmente se si vuole cavalcare l’onda si possono utilizzare ben altri argomenti”.
Fracassini ha pure qualche suggerimento. “L’aeroporto, ad esempio. Che esiste, c’è giù una pista da 1500 metri, così come i tre milioni per il piccolo terminal e la convenzione per l’uso a scopi civili. Se si vuole ipotecare il futuro, si faccia pure. Oppure l’addio a Tusciaexpò, cui io ho votato contro. Poteva essere un volano di sviluppo interessante”.
Altrimenti, se si desiderano argomenti più giovani, non mancano neanche quelli.
“Il teatro tenda voluto dal comune a Viterbo in piazza Unità d’Italia – sostiene Fracassini – non ho sentito commenti entusiastici. Sarebbe stato il caso di metterlo altrove.
Il comune approva il regolamento dell’ornato, poi installa una roba del genere in pieno centro. Mica è tanto bello, pare che l’abbia costruito Della Valle, assomiglia tanto a una scatola delle scarpe”.
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