Riceviamo e pubblichiamo – Persistono i lunghi tempi di pagamento della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici di beni e servizi.
Enrico Bondi, ex commissario alla spending review per il Governo ed ex commissario alla Sanità del Lazio, ha firmato un decreto commissariale nel quale si stabilisce che per il 2013 le fatture ai fornitori di beni e servizi di Asl e ospedali della Regione Lazio vanno liquidate entro 120 giorni e con la rinuncia da parte delle imprese degli interessi maturati.
Siamo dunque ben lontani dal taglio dei tempi nei pagamenti della pubblica amministrazione a 30-60 giorni voluto dalla direttiva europea (2011/7/Ue). Le regole europee sui tempi di pagamento, recepite dal Dlgs 192/2012, stabiliscono che dal primo gennaio tutte le pubbliche amministrazioni devono pagare in 30 giorni, al massimo 60 nel caso di Asl e ospedali.
Non solo, secondo la direttiva chi supera i tempi stabiliti deve pagare gli interessi di mora calcolati con una maggiorazione di 8 punti percentuali sul tasso fissato dalla Banca centrale europea (oggi circa il 9%).
Con il provvedimento firmato da Bondi, invece, non solo i tempi rimangono tragicamente lunghi, ma i fornitori di beni e servizi possono pretendere interessi di qualche sostanza a partire dal 361esimo giorno di ritardo. Un anno dunque, a dispetto di quanto prevede il decreto 192 secondo il quale sono automaticamente escluse clausole vessatorie che puntino ad aggirare i tempi massimi, il pagamento degli interessi e l’eventuale risarcimento per i costi del recupero dei crediti.
Non sembra in via di guarigione il malcostume dei ‘cattivi pagatori’ e a farne le spese, ancora una volta, sono le imprese, alle quali il ritardo con cui la Pa – nella fattispecie Asl e ospedali – salda i propri debiti, rispetto ai 30 giorni stabiliti dalla direttiva Ue, costa 2,5 miliardi di maggiori oneri finanziari.
Nel 2012 i tempi medi d’attesa per il saldo di una fattura dalla Pubblica amministrazione è salito a 190 giorni, con punte oltre i 500 per la sanità. Un modus che ha visto accogliere con esultanza il Dlgs che ha recepito la direttiva europea. “Tempi tassativi per tutti e senza scappatoie” aveva detto Antonio Tajani, vice-presidente della Commissione Ue, nonostante i tagli della spending review e i vincoli del patto di stabilità, che pesano maggiormente sugli enti locali che devono pagare i fornitori.
“Quello dei ritardi di pagamento – sottolinea il segretario di Confartigianato Andrea De Simone – è uno dei problemi più gravi che stanno all’origine della mancanza di liquidità degli imprenditori: non vorremmo che a causa di questa deroga ad hoc siano, ancora una volta, cittadini e imprese a farne le spese”.
Confartigianato Viterbo
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