– Continua l’impegno della guardia costiera di Civitavecchia su più fronti per garantire la tutela ambientale e in particolare quella dell’ecosistema marino.
Infatti, nei giorni scorsi particolare attenzione è stata rivolta all’attività di controllo e contrasto alla pesca illegale e a tutte quelle attività che direttamente e indirettamente possano pregiudicare la salvaguardia della flora e fauna marina e non solo.
Nel corso degli ultimi due giorni sono stati confiscati circa 18mila esemplari di echinodermi ed elevate sanzioni amministrative per complessivi 12mila euro nei confronti di tre pescatori non professionali.
Un danno economico rilevante per chi regolarmente effettua questo tipo di pesca.
I ricci confiscati sono stati restituiti al proprio habitat naturale e al micro ecosistema al quale erano stati sottratti in modo da limitare al minimo l’impatto ambientale.
Tale attività si innesta in un più complesso programma di lavoro a cui gli uomini del comandante Pietro Vella si stanno dedicando attraverso la predisposizioni di piani di pattugliamento uniti a una intensa attività ispettiva anche a bordo delle navi finalizzata a contrastare eventuali disfunzioni tecniche degli apparati propulsioni nonché ad accertare il corretto rispetto delle principali norme nazionali e internazionali da cui discende una concreta azione di tutela dell’ambiente marino e costiero. L’attività di contrasto all’inquinamento è svolta in perfetto accordo con le direttive della procura della Repubblica di Civitavecchia.
Negli ultimi giorni sono state accertate ben sei violazioni dell’art. 295 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, meglio noto come Codice dell’ambiente, per l’utilizzo di combustibile non conforme alle norme da parte di sei navi in sosta nel porto di Civitavecchia per operazioni commerciali. Dall’analisi di alcuni campioni di combustibile prelevato a bordo di navi commerciali è emerso che alcune di loro utilizzano gasolio marino con quantitativo di zolfo superiore al limite consentito dalla normativa nazionale e pertanto ai comandanti di sei navi sono state elevate sanzioni amministrative di 30mila euro ciascuno per l’utilizzo di “Bunker Atz” (alto contenuto di zolfo) per un totale di 180mila euro.
Inoltre restano sempre nel mirino le condotte illecite che in taluni casi possono comportare un significativo depauperamento della fauna e della flora marina locale ed in particolare la pesca a strascico in prossimità della costa, anche se dai report dell’attività di vigilanza posta in essere sembrerebbe emergere una significativa attenuazione del fenomeno.
L’importanza della portualità e delle opportunità di sviluppo offerta dal nostro mare valorizza il ruolo e la funzione del controllo per garantire quella sostenibilità e compatibilità ai principi di tutela ambientale.
In questo senso, il comandante Vella, in qualità di direttore marittimo del Lazio, ha disposto una serie programmata di vigilanza e controllo in tutto il territorio regionale.
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