![]() Chiara Frontini |
Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore,
prendo spunto dal prospetto di Confcommercio Roma divulgato stamattina, che vede la Tuscia maglia nera per l’occupazione, per iniziare un dibattito, in vista delle prossime amministrative, su un tema di cui la politica si deve occupare prioritariamente.
Colpa della crisi globale, certo, ma i dati del nostro territorio sono nettamente peggiori rispetto alla media regionale.
Questa ultima notizia non fa che confermare una pessima performance della nostra città, in più settori: Viterbo è infatti fanalino di coda di molte classifiche stilate a livello nazionale, non ultima il-City rate del forum della pubblica amministrazione, che ogni anno valuta i capoluoghi di provincia in base a diversi indicatori.
Quest’anno il tema di analisi riguardava le città intelligenti: il risultato è una Viterbo spenta, immobile (in tutti i sensi, risultiamo infatti 87esimi su 103 capoluoghi sulla dimensione mobilità), che poco offre ai suoi giovani.
Alla crisi globale, già grave di per sé, si somma quindi un’incapacità cronica nello stare al passo con i tempi per rispondere efficacemente alle sfide del presente.
Siamo peggiori degli altri perché la classe politica cittadina non è cambiata da venti anni a questa parte e agisce seguendo i soliti, obsoleti e dannosi metodi che, se potevano bastare quando cera sufficiente pane per tutti, oggi non riescono più a far fronte alle esigenze e ai problemi di giovani, anziani, famiglie, associazioni, operatori culturali, disabili e famiglie.
Manca la motivazione, manca un progetto, manca lungimiranza, manca prospettiva, manca il polso decisionale per fare delle scelte, magari inizialmente impopolari, ma benefiche nel medio e lungo periodo per lo sviluppo della città. Viviamo sempre in piccole o grandi emergenze: l’arsenico è la conferma di una mancata programmazione, mentre i rifiuti romani dimostrano come la nostra Viterbo subisce qualsiasi decisione della capitale non incidendo nelle scelte, ma subendole.
Ora le soluzioni, nel metodo e nel merito.
Iniziamo dal metodo: Viterbo2020 ha istituito delle commissioni tematiche di lavoro, proposto il programma partecipato e chiesto le primarie civiche per fare in modo che la politica torni nelle scuole, uffici, fabbriche, negozi, e strade per ascoltare le persone e capirne le necessità. Ma ripristinare il collegamento con i cittadini è solo linizio: dobbiamo mettere al centro del dibattito politico temi veri, come quello del lavoro, che incidono nella nostra vita quotidiana.
Quanto al merito, quindi, proponiamo tre interventi:
1) dei seri investimenti sul marketing territoriale per concretizzare lo slogan della Viterbo città turistica: un settore, il turismo, che genera posti di lavoro immediati, qualificati e non, quindi a disposizione anche dei giovani e di coloro che sono stati espulsi dal mercato del lavoro.
2) formazione e orientamento in entrata che valorizzi le capacità individuali e sviluppi tutti quei metodi di apprendimento non formale che sono il vero valore aggiunto dell’istruzione moderna;
3) il recupero dei mestieri artigiani, combattendo quella cultura pregiudizialmente ostile al lavoro manuale che sta uccidendo il nostro patrimonio di abilità e competenze, e la promozione dei prodotti enogastronomici e delle eccellenze tipiche del nostro territorio.
Queste sono alcune proposte e spunti di riflessione che Viterbo2020, come piattaforma programmatica per le prossime amministrative, sta sviluppando. Ci sembrava doveroso porre sul piatto del dibattito politico questi temi.
Chiara Frontini
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