![]() |
(g.f.) – Ex lavoratori delle Terme Salus di nuovo sul piede di guerra. Dalla vecchia alla nuova gestione per loro la musica è cambiata di poco.
Una decina in tutto, sono ancora senza impiego e quei pochi che sono rientrati per un periodo di tempo limitato, non avrebbero ancora ricevuto le loro retribuzioni dal mese di settembre.
Stamani si sono ritrovati a piazza del Plebiscito per salire in prefettura e far valere le loro ragioni, in virtù di un impegno preso dalla proprietà dell’immobile con il quale i nuovi gestori avrebbero riassunto chi già aveva lavorato nella struttura.
Persone che hanno finito il periodo di disoccupazione e che per effetto di problemi nel procedimento di mobilità, ora si trovano in mezzo a una strada. Senza più nulla.
“Vogliamo sapere – spiega una lavoratrice – come mai un’azienda che deve assumere più di dieci persone, quelle che c’erano da più di venti anni e quindi con esperienza le mandi via?”.
Un dubbio le viene: “Perché sono state iscritte ai sindacati e si sono tutelate? – si domanda – si tratta di un’impresa che a Viterbo porta benessere, dando lavoro, è una risorsa importante. Invece non ci assume. Lo potevo capire se stava chiudendo”.
Nella nuova gestione sono entrati per un periodo limitato solo tre lavoratori della vecchia guardia, uno ancora è in servizio. Per gli altri, nulla.
“C’è gente che addirittura arriva da Napoli – dicono – un bagnino è napoletano. Possibile che a Viterbo non se ne trovi uno?”.
L’impegno in prefettura era per far rientrare tutto il precedente organico. “Noi di Cgil, Cisl e Uil – dice Proietti della Cigl – siamo andati in albergo da loro, abbiamo fatto un incontro con il direttore della nuova gestione, chiedendogli di convocare tutti i lavoratori, fare i colloqui e nel tempo farli rientrare.
Nemmeno noi credevamo che sarebbero stati richiamati tutti, non nell’immediato almeno. Gradualmente. Invece hanno fatto tutt’altro.
Dire tu sei iscritto al sindacato è penalizzante.
Rispetto ai precedenti titolari, chi è rientrato ha prestato la propria opera e ancora deve essere retribuito da settembre. Ho fatto diverse sollecitazioni, senza esito”. E qualcuno tra i lavoratori mormora: “Almeno chi se n’è andato per venti anni ci ha pagato, solo nell’ultimo periodo ci sono stati problemi”.
Anche se guardando indietro, la situazione è tutt’altro che rosa.
“La precedente gestione ha aperto la procedura di mobilità in modo sbagliato – spiega Proietti – la pratica è tornata indietro e ora non siamo in grado di far aprire una procedura senza la proprietà”. La cassa integrazione? “Macché – continua Proietti – stanno proprio a casa. Finita la disoccupazione, niente più”.
L’incontro in prefettura, presente pure il direttore dell’albergo al momento non ha portato nulla di buono ai lavoratori. C’è stato detto spiega Proietti che attualmente sono impiegate dieci unità, nessuno di Viterbo e tra quelli che c’erano prima.
Una situazione assurda. E l’atteggiamento pure della proprietà dell’immobile è incomprensibile.
Quando si trattava di chiudere con i vecchi gestori avevano assicurato in prefettura, sottoscrivendo un impegno, che tutti i dipendenti sarebbero stati riassorbiti. Era un impegno morale”.
Oggi ci dicono che non la gestione loro non c’entrano nulla. Stiamo giocando?
All’epoca assicurarono che i lavoratori sarebbero stati meglio, che avevano imprenditori seri interessati alla gestione, ecco come stiamo messi oggi. I lavoratori sono tutti a casa.
Possibile che del vecchio gruppo nessuno andava bene? Sono stati tutti presi da fuori.
Vogliamo capire a che titolo ci sia stata la cessione del’attività e quindi agiremo di conseguenza, così come ci prepariamo ad agire affinché chi ha lavorato nei mesi scorsi abbia quanto gli è dovuto.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY