Riceviamo e pubblichiamo – La situazione di emergenza per l’acqua potabile, crea enormi disagi a tutti i cittadini della provincia di Viterbo, costretti alla ricerca dell’acqua potabile con il lanternino, così come Diogene andava ricercando l’uomo.
Compito della aagistratura, che ha avviato incidente probatorio per gli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola e altre indagini in tutto il viterbese, sarà l’accertamento delle responsabilità penali. Sicuramente accertate sono le responsabilità politiche e morali di amministrazioni locali e istituzioni, provinciali, regionali e nazionali, che hanno continuato a richiedere all’Unione Europea deroghe alla legge senza impegnarsi per la soluzione del problema e soprattutto non hanno informato correttamente la popolazione, come imposto dalla legge, sul tipo di acqua distribuita per anni e sulle possibili conseguenze sanitarie derivanti dall’utilizzo domestico di acqua addizionata con arsenico e altri veleni.
Il Comitato acqua potabile è impegnato da tempo nell’opera di informazione e sensibilizzazione delle amministrazioni locali per la soluzione del problema, rivendicando il diritto all’acqua potabile, pulita e senza veleni.
Molti cittadini, consapevoli di aver utilizzato acqua avvelenata per anni, in cucina e per gli usi domestici, hanno richiesto agli enti gestori il rimborso e la riduzione del canone così come le leggi italiane stabiliscono, arrivando anche all’autoriduzione del canone del 50%.
La passata amministrazione comunale di Ronciglione, anziché accogliere le richieste, ha ingiunto ai cittadini il pagamento intero del canone. Ai cittadini, con costi superiori agli stessi importi richiesti come rimborso, non è rimasto altro che presentare opposizione davanti al Giudice di Pace. L’assurda dichiarazione d’incompetenza del Giudice di Pace di Ronciglione, nella causa continuata dalla nuova amministrazione, verrà sicuramente cancellata dalla Corte di Cassazione, alla quale numerosi cittadini si stanno rivolgendo, sostenendo costi molto alti.
A questi va il nostro ringraziamento, perché ciò che fanno è nell’interesse di tutti i ronciglionesi e non solo, dato che ciò avrà risvolti in campo nazionale.
Riportare in Italia e in Europa la città di Ronciglione, che sembra sia colpevolmente relegata nel terzo mondo, è il compito primario che tutti noi cittadini dovremmo assumere, affermando così, che, anche per noi ronciglionesi, esiste il diritto all’acqua potabile.
A questa iniziativa, il Comitato in collaborazione con la Uil, Camera sindacale provinciale e la Uil Pensionati, con l’assistenza dello studio legale Pistilli, ne ha fatte seguire altre in tutta la provincia di Viterbo, anche alla luce delle recenti sentenze:
-Il Consiglio di Stato ha sentenziato in questi giorni che gli Enti gestori degli acquedotti restituiscano il 7% di quanto percepito illegalmente, dopo la esaltante vittoria del referendum sull’acqua. (Faremo sapere al più presto se i rimborsi avverranno dietro domanda degli utenti o automaticamente).
-Il Giudice di Pace di Civitacastellana, che ha sentenziato il rimborso di un ricorrente, da ragione alle nostre iniziative e apre nuove possibilità.
Pertanto, vista la risposta negativa dell’amministrazione comunale, che sembra non abbia ancora capito che l’acqua potabile è un diritto anche a Ronciglione, che questa deve essere di buona qualità, senza veleni di alcun genere (arsenico, uranio 238, microcistine dell’alga rossa) e che i rimborsi, quando distribuita non potabile, sono dovuti per legge, ha iniziato anche a Ronciglione, oltre che in tutti i paesi della provincia:
La presentazione di ricorsi collettivi di massa (tipo class action) di fronte al giudice ordinario per ottenere, in via equitativa, il risarcimento dei danni calcolati in 1600, per inadempimenti contrattuali, per violazione della normativa europea e per ottenere la riduzione del canone del 50%, fino a che non sarà distribuita acqua sana e potabile.
La presentazione di ricorsi richiedenti il rimborso della spesa effettuata per l’acquisto di filtri o depuratori, con fattura o ricevuta documentata, per la filtrazione dell’acqua, in casa o negli esercizi commerciali.
La presentazione, dopo i necessari accertamenti sanitari, di ricorsi per il riconoscimento del danno biologico, derivante dall’assunzione di cocktails velenosi, in mancanza della dovuta e corretta informazione.
Per la partecipazione alle iniziative, sempre finalizzate al rispetto del diritto all’acqua potabile, così malamente calpestato, occorre presentarsi, muniti della copia dei documenti d’identità, codice fiscale e delle bollette o ricevute pagate, presso la sede del comitato in Ronciglione, oppure in Viterbo Corso Italia 68, presso la Uil Pensionati, il mercoledì dalle ore 15,30.
Comitato Acqua Potabile
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