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Oggi discussione del ricorso contro la sentenza di primo grado, che condannava i 16 amministratori a risarcire tre milioni di euro

Cev, Gabbianelli & Co. davanti alla Corte dei conti

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Giancarlo Gabbianelli

Armando Balducci

Armando Balducci

Mauro Rotelli

Mauro Rotelli

Antonio Fracassini

Antonio Fracassini

L'assessore Giovanni Arena

Giovanni Arena

Maurizio Tofani

Maurizio Tofani

Paolo Muroni

Paolo Muroni

Francesco Moltoni

Francesco Moltoni

Fosca Mauri Tasciotti, vicepresidente di Confartigianato

Fosca Mauri Tasciotti

Mario Rossi

Mario Rossi

Il crack Cev torna davanti alla Corte dei conti.

E’ per oggi l’udienza davanti alla sezione centrale d’appello per discutere il ricorso contro la sentenza che condannò Gabbianelli & Co. a rimpinguare le casse comunali.

Tre milioni di euro il danno erariale quantificato dal collegio che, nel novembre 2010, emise la sentenza di primo grado. La cifra è da capogiro ma sono spiccioli, rispetto ai sette milioni e 300mila euro calcolati dal sostituto procuratore generale Marco Smiroldo.

La mannaia della Corte dei conti si abbatté su membri della giunta e dirigenti comunali. In 16 furono condannati a pagare cifre dai 15mila ai 900mila euro. Con la sola eccezione dell’ex assessore alla Cultura (oggi ai Lavori pubblici) Paolo Muroni, passato dai 20mila ai 190mila euro di risarcimento per un “errore materiale”.

La magistratura contabile li ritenne colpevoli di aver affidato direttamente appalti e servizi al Cev. Contestati anche i danni derivanti dalla capitalizzazione del Cev e dall’acquisto diseconomico delle azioni, dal valore reale negativo.

I giudici di primo grado parlano anche di danni da illecita gestione extracontabile di spese comunali. “Spese – si legge sulla sentenza – che avrebbero dovuto avere il riconoscimento di legittimità con atto del consiglio comunale”.

Impietoso il giudizio finale. I fatti, scrive il collegio, “dimostrano come l’azione gestionale dell’amministrazione del Comune di Viterbo, in persona sia di chi rivestiva funzioni deliberanti che strettamente amministrative, sia stata caratterizzata non solo da una consapevole violazione di norme di legge, ma da disordine programmatico, arbitrarietà decisionale, sovrapposizioni ed elusioni di funzioni amministrative, disordine contabile, carenza documentale, ma soprattutto da una visione privatistica nell’utilizzazione delle risorse pubbliche ben lontana da quella condotta economicamente prudente e strettamente legata ai canoni di legalità ed efficienza che dovrebbero informare i comportamenti dei pubblici amministratori“.

I giudizi contabili procedono più spediti di quelli penali o civili. Le difese discuteranno già all’udienza di oggi. Dopo le arringhe il collegio prenderà del tempo per decidere. Quanto non è dato sapere. Potrebbe essere un mese, come una settimana. Sta di fatto che la decisione della sezione d’appello della Corte dei conti è insindacabile. In caso di una conferma della condanna, nessuno potrà fare ricorso. La sentenza, stavolta, è definitiva.


Gli importi nel dispositivo della sentenza di primo grado della Corte dei conti

La Corte dei conti – Sezione Giurisdizionale per la Regione Lazio, definitivamente pronunciando, condanna i sottoindicati al pagamento a favore del Comune di Viterbo delle somme per ciascuno specificate, e precisamente:

– Paolo Izzi (ex dirigente ai Lavori pubblici), euro 902mila;

– Giancarlo Gabbianelli (ex sindaco), euro 270mila 500;

– Antonio Fracassini (ex assessore ai Lavori pubblici) e Mauro Rotelli (ex assessore ai Servizi sociali), ciascuno, euro 210mila 500;

– gli ex assessori Giovanni Maria Arena (Affari generali), Maurizio Tofani (Urbanistica), Francesco Moltoni (Ambiente), Marco Maria Bracaglia (Bilancio e società partecipate), Roberto Leone (ex amministratore delegato Cev), ciascuno, euro 190mila 500;

– Armando Balducci (ex direttore generale) euro 120mila;

– Maurizio Guerrini (ex dirigente del servizio finanziario), euro 100mila;

– Massimo Romolo Rossetti (dirigente agli Affari generali) euro 100mila;

– Fosca Mauri Tasciotti (ex assessore al Decentramento), euro 95mila 500;

– Mario Rossi (dirigente), euro 69mila;

– Paolo Muroni (all’epoca dei fatti assessore alla Cultura nonché vicesindaco), euro 20mila, poi ricalcolati in 190mila;

– Alfredo Matteucci (ex comandante della polizia municipale), euro 15mila.


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27 febbraio, 2013

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