– Nove volte il consiglio comunale dice no a Francigena. Quasi al completo. A favore dei nove lavoratori ex Autoservice, impiegati fino a pochi giorni fa al parcheggio del Sacrario e che si sono ritrovati senza lavoro nel giro di poche ore e senza preavviso.
Licenziati dal consiglio d’amministrazione della società, interpretando una contestata sentenza della Corte d’Appello.
Due ore di dibattito ieri hanno partorito un indirizzo ben preciso, che è una bocciatura su tutta la linea del cda: l’ordine del giorno approvato a maggioranza dà mandato al sindaco Giulio Marini di riassumerli e risolvere entro quaranta giorni il contenzioso, transando.
Il documento messo ai voti è scritto a quattro mani da Alvaro Ricci (Pd) e dal presidente del consiglio Giancarlo Gabbianelli sui banchi del consiglio durante una pausa della seduta.
Tutti d’accordo, i lavoratori vanno riassunti, ma sulla strada da prendere c’è chi dice no, ed è Pinna (Lega Federalista). Non lo convince il testo dell’ordine del giorno.
Andrea Marcosano (Pdl) si astiene, confuso per i due pareri legali contrastanti e con lui si astengono pure Antonella Stella (Pdl), Antonio Obino e il sindaco Marini, parte interessata, essendo la richiesta rivolta a lui. Venticinque sì, un no e quattro astenuti.
Al consiglio d’amministrazione di Francigena l’indirizzo è stato dato, ma non è detto che sia quello in carica a portarlo a termine. All’ordine del giorno delle prossime sedute è stata inserita una proposta di sfiducia. Idea di Ottavio Raggi (Pdl), sostenuta da molti suoi colleghi da entrambe gli schieramenti.
La seduta era iniziata con il sindaco Marini che ha letto il parere legale dell’avvocato di Francigena e che spiegava le ragioni del fine rapporto, ma per Paolo Barbieri (Udc) è come chiedere all’oste se il vino è buono. “E’ un giudizio di parte – spiega Barbieri – mi sarei aspettato un parere del Comune, del sindaco”.
Marini, invece, il parere o il suggerimento se lo fa dare dal consiglio, dopo le insistenze di Ugo Sposetti (Pd). Esauriti gli interventi, quando si tratta di tirare le somme, ha insistito per votare l’ordine del giorno.
“In base a quale norma – si chiede Alvaro Ricci (Pd) – ci sono stati i licenziamenti? Solo perché una sentenza del tribunale di Viterbo non condannava la società al reintegrato? Era scontato. Visto che all’epoca in cui è stata emessa già lavoravano, non poteva esserci”.
E comunque una sentenza civile, fa notare Maurizio Federici (La Destra) può anche non mettersi in atto, si può trovare un accordo.
Piuttosto netto anche il presidente del consiglio Gabbianelli. “Francigena – spiega Gabbianelli in – è sottoposta al controllo analogo, del consiglio comunale e della commissione. Nei licenziamenti nessuno è stato coinvolto. Esiste il preavviso di licenziamento che poteva essere applicato, senza pregiudizi anche per i diritti della società.
Zeman è stato esonerato da tecnico della Roma avendo vinto 10 partite e perso nove su 23. Su 36 ricorsi, Francigena ne ha persi 33, con due pareggi e una vittoria. Se qualcuno deve essere licenziato, non sono certo i lavoratori”.
Giuseppe Ferlicca
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