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Politica - Elezioni comunali - Faccia a faccia tra Chiara Frontini e Filippo Rossi in vista delle primarie civiche

La politica è uscirne tutti insieme

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Il faccia a faccia Frontini - Ross

Chiara Frontini

Filippo Rossi

Il faccia a faccia Frontini - Rossi

– Un programma che nasce dal basso. Un progetto per resuscitare città. Una ricambio della classe dirigente. E’ questa la filosofia delle primarie civiche lanciate da Filippo Rossi del movimento Viva Viterbo e da Chiara Frontini dell’associazione Viterbo 2020 che ieri sera si sono dati appuntamento al New Dada davanti a una attenta platea che a più riprese ha preso parte al dibattito moderato dal direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti (fotocronaca * video).

“Primarie aperte – ha detto Rossi – per individuare insieme l’offerta politica migliore per costruire una nuova politica al servizio di Viterbo e avere qualcosa per cui sognare. Per concretizzare un metodo di lavoro e scrivere la storia della città e non farsela scrivere addosso da altri”. E non si potranno candidare né in lista, né a sindaco – e questa è la proposta di Frontini – “chi per più di 10 anni ha fatto parte dell’amministrazione comunale o provinciale”.

Trasparenza, innovazione e partecipazione le parole d’ordine per un percorso da fare assieme ai cittadini senza pensare a poltrone, correnti ed equilibri. “Viterbo è pronta a un cambio di passo, a un colpo d’ala” hanno spiegato Frontini e Rossi, perché la “politica – ha ricordato Galeotti citando don Lorenzo Milani – è uscirne tutti insieme”.

E se dovessero amministrare la città, le prime tre cose che farebbero per cambiare Viterbo?

Frontini punta su “innovazione, piano strategico per la cultura e nuovi posti di lavoro attraverso turismo, internazionalizzazione delle imprese e formazione in entrata”.

“Oggi – ha spiegato Frontini – non possiamo non mettere al centro della nostra azione il lavoro. Il lavoro per i giovani in primo luogo. Dobbiamo uscire dal dominio delle lobby. E’ finita l’era in cui gli amministratori si limitavano a distribuire finanziamenti. Ora questo non è più possibile. Oggi un buon amministratore deve essere in grado di recuperare risorse. Di produrre non solo idee, ma anche fatti concreti. Il piano strategico per la cultura può servire a questo.

Va dato poi uno stop alla cementificazione indiscriminata. Dobbiamo puntare alla riqualificazione del centro storico. Dei nostri splenditi palazzi. Azzerrando la crescita di cubatura, come fanno altre città”.

Rossi vuole “una città concreta e accogliente”. “Realizzeremo subito – ha spiegato – un sito internet per dare ai cittadini l’occasione di parlare e segnalare all’amministrazione i loro problemi specifici, a partire dalle buche sotto casa”. “Sarà poi lotta pura e dura per chiudere subito la partita della trasversale per collegare Viterbo con Civitavecchia, per collegare la nostra città con il mondo. Infine – ha sottolineato Rossi – vogliamo fare di Viterbo una vera e propria azienda turistica che abbia potere di attrazione e permanenza. I suoi abitanti devono poterci vivere al meglio e i turisti ci devono restare il più a lungo possibile. Turismo e cultura sono le nostre risorse. Ma si deve uscire dalla retorica”.

Come sceglierebbero i loro assessori? “Condivisione delle linee politiche, passione per il lavoro e competenza”, ha risposto Frontini. “Competenza, professionalità e voglia di lavorare – ha detto infine Rossi – una squadra di lavoro fatta di persone che vogliono ricoprire un ruolo non tanto per starci ma per fare il bene alla città. Per dare un’iniezione di vita alla città affinché possa respirare da sola e con le proprie forze”.

Sulla chiusura del centro storico tutti più o meno d’accordo ma con un processo a step e con l’attenzione alla creazione delle dovute infrastrutture.

“Il rischio per una chiusura immediata – è stato sottolineato – è quello di uccidere un centro storico che è in realtà già moribondo. Bisogna prima rivitalizzarlo per poi chiuderlo un passo alla volta”.


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1 febbraio, 2013

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