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Diocesi - Oggi il vescovo Lino Fumagalli presiederà il rito dell’Imposizione delle ceneri

Quaresima, un tempo di verifica per tutta la Chiesa

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Il palazzo papale

Il palazzo papale

Riceviamo e pubblichiamo – Con oggi mercoledì delle Ceneri, iniziano i quaranta giorni di preparazione alla Pasqua. Questo tempo, come tutti sanno, si chiama Quaresima.

Questa sera alle 21 nella Chiesa Cattedrale il vescovo Lino Fumagalli, presiederà una celebrazione Eucaristica durante la quale imporrà le ceneri sul capo dei fedeli a ricordare che questo è un tempo di purificazione, di pentimento.

È però anche una occasione profonda in cui la vita cristiana deve recuperare quella dimensione ascetica e spirituale che per i cristiani di ogni tempo deve essere alimentata dalla preghiera, dal digiuno e dall’astinenza delle carni oggi e ogni venerdì di quaresima.

A me piace leggere questo periodo come una vera occasione di verifica interiore. Perché in quaresima pregare di più? Perché digiunare e non mangiare la carne il venerdì? Fermarsi all’apparenza – come i facevano i Farisei – sarebbe superficiale per tutti.

Lo dice anche il Vangelo di questo giorno (Mt. 6, 1-6.16-18) quando Gesù invita a non compiere gesti anche lodevoli e giusti – come l’elemosina, il digiuno, la preghiera – solo per farsi ammirare dagli altri. E ricorda, che quando invece compi un gesto di preghiera o attenzione verso Dio o gli altri, nasconditi nel silenzio e nel segreto e profumati il capo.

Ecco il grande invito a purificarci interiormente. Le ceneri che simbolicamente saranno poste oggi sul nostro capo ci ricordano che è questo il tempo della pulizia dello spirito e dell’anima. “Il Signore non guarda le apparenze, ma il cuore” dice la scrittura e io aggiungo non guarda alla quantità dei nostri gesti buoni, ma alla qualità.

Oggi, più che mai, credo sia necessario per tutti scavare in profondità nel nostro cuore da dove scaturiscono intenzioni e propositi, andando proprio lì a ricercare le motivazioni vere che ci fanno essere e sentire cristiani: capire quanto abbiamo bisogno di parlare con il Signore, quanto abbiamo bisogno di fare un po’ di silenzio e di deserto, quanto abbiamo bisogno e fino a che punto, di fare rinunce anche dalla nostra tavola.

È questo il tempo della verifica! Le pratiche della preghiera, del digiuno, dell’elemosina, che la Chiesa ci affida e che sono sempre le stesse in questo tempo da secoli, ci aiuteranno sicuramente a riscoprire il valore delle cose e ad utilizzarle in giusta dose nella nostra vita, ma saranno occasione soprattutto per noi cristiani, per percepire – ecco le piccole o grandi rinunce – la presenza di Dio che infonde nel cuore gioia e pace.

Don Emanuele Germani
Direttore ufficio comunicazioni sociali


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13 febbraio, 2013

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