– Dice di sé che di mestiere fa il “pendolare felice”.
Passa, infatti, buona parte della settimana in macchina, in viaggio tra Viterbo e Guidonia, dividendo le sue giornate tra la Ilco Stella Azzurra e il settore giovanile Collefiorito, dove si occupa di oltre 200 ragazzini. E lo fa con entusiasmo e passione.
Dopo una vita passata sui campi di basket a giocare da play a Guidonia e Monterotondo, tra serie D e C2, a 35 anni Umberto Fanciullo ha centrato l’obiettivo di allenare in un campionato nazionale: dall’estate scorsa, infatti, è l’assistente allenatore di coach Pierpaolo Pasqualini, insieme al quale guida la prima squadra in Dnc.
La Ilco Stella Azzurra per lui non è stata solo una scelta professionale, ma soprattutto un’opportunità da cogliere al volo.
“Da giocatore – afferma Fanciullo – non ho mai militato in campionati nazionali, perciò ho deciso di puntare a questo traguardo con la carriera da allenatore. Ecco perché quando è arrivata la proposta di Pippo e della Stella Azzurra non c’ho pensato neanche un attimo e ho accettato subito”. Una scelta che per Fanciullo comporta però qualche sacrificio.
“Ogni viaggio da casa a Viterbo e viceversa dura un’ora e mezza di macchina – spiega –, l’impegno è grande ma la società e l’allenatore sono sempre molto disponibili. E poi viaggiare serve a riflettere, a pensare, aiuta a scaricare l’adrenalina soprattutto dopo una partita”.
E ultimamente le sensazioni del post gara sono molto più che positive, visti i risultati che dall’inizio del 2013 la Stella sta portando a casa. “Siamo molto contenti di come stanno andando le cose – afferma l’assistente allenatore stellino -, finalmente tutto sembra girare nel verso giusto. Ci siamo ripresi e la vittoria di domenica contro Cagliari ha sancito questa inversione di tendenza: all’andata la sconfitta in casa loro in Sardegna segnò il nostro punto più basso mentre la vittoria di oggi segna il punto più alto. Sono contento soprattutto che per riprenderci ci siamo comunque affidati allo stesso gruppo con cui eravamo partiti, con in più il solo innesto di Tomas Caula: convinti della bontà delle scelte fatte, l’ostinazione alla fine ha pagato”.
A Viterbo la chiamerebbero “tigna”. “E’ una bella sensazione essere riusciti a trasmettere alla squadra questa consapevolezza – aggiunge -, questo carattere e questa forza. Adesso siamo sempre i primi ad arrivare sulla palla, non molliamo mai e nel corso di un quarto siamo capaci di cambiare schema difensivo anche quattro o cinque volte. Merito soprattutto di Pippo, che ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza: la qualità dei giocatori è fuori discussione, ma imprimere al gruppo il carattere giusto e la giusta intensità di gioco non sempre è facile. Ma che soddisfazione vedere Tommaso Rossetti che, dopo essersi sentito male, torna in campo regalandoci una prestazione come quella di domenica scorsa! Per fare una cosa simile ci vuole un gran carattere e la Stella Azzurra ce l’ha”.
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