Riceviamo e pubblichiamo – Improvvisa, inaspettata, inizialmente irreale. Poi la triste certezza che può accadere anche questo. Andarsene come ha fatto Giorgio, a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, in Tibet, in un giorno qualunque.
A vederlo era un uomo forte, robusto, in salute. Buona parte dei viterbesi lo conoscevano, per il suo trascorso sul campo da rugby, per la sua devozione a Santa Rosa che lo ha portato a indossare la divisa da facchino per tanti anni, la stessa passione che lo ha spinto ad aprire il suo locale, la pizzeria Il Ciuffo, dedicandola proprio a quella storica tradizione che ha sentito addosso per tutta la sua vita.
Il Ciuffo, un nome che i viterbesi conoscono molto bene. E lui lo è stato per anni. Io lo ricordo come un amico, schietto, un uomo semplice con le sue passioni, le sue piccole opere artigianali che in più occasioni ci ha mostrato. Gli piaceva creare, inventare, alberi di Natale, girandole, soprattutto con la plastica.
Aveva questa dote, oltre a essere stato un grande sportivo e un viterbese che ha vissuto da vicino la sua città.
Giulio Marini
Sindaco di Viterbo
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