– In occasione dell’ottava Stagione concertistica pubblica diretta dal professor Franco Carlo Ricci si terrà lo spettacolo Sangam “… incontriamoci danzando” di danza e musica classica del nord dell’India.
Si svolgerà sabato 2 marzo alle 18 presso l’auditorium di santa Maria in Gradi.
L’evento è ideato da Rosella Fanelli con con Rosella Fanelli (danza), Francesco Gherardi (percussioni), Daniele Dubbini (flauto indiano), Jari Palmieri (sitar).
Programma
Raga malkauns in rupak: bansuri (flauto indiano)
Danza del tempio hindu’
Invocazione in sanscrito alla trimurti hindu’: Vishnu, Brahama, e Maeswara
Teen taal: Danza sul ciclo ritmico di 16 battute
Raga yaman: Musica indiana per sitar e tabla
Sangam: danza e musica insieme
Rosella Fanelli
Danzatrice/Coreografa di danza classica indiana, è la prima occidentale ad aver conseguito in India il duplice Master in Danza Kathak rispettivamente presso Prayag Sanghit Samiti di Allahabad e Bhatkhande College di Lucknow.
Il training secondo la tradizione del GuruShishyaParampara lo ha ricevuto dal maestro indiano Pandit Arjun Mishra nella città di Lucknow (India).
Rosella Fanelli si esibisce come performer Kathak da oltre un ventennio partecipando ai maggiori festival di danza classica in India, in Usa, Israele, Europa.
Dopo il lungo soggiorno in India da circa quattro anni è rientrata in Italia dove insegna la danza Kathak presso il Conservatorio di Vicenza “A. Pedrollo”, nell’ambito del corso accademico “esperto in tradizioni musicali extraeuropee ad indirizzo indologico”.
Attivita’ internazionale e Stati Uniti
R. Fanelli da oltre sei anni si reca in America per svolgere l’attività di “esaminatrice” nelle seguenti discipline artistiche: Danza Kathak, Canto indiano, Tabla, Sitar presso l’Istituto Anila Sinha Foundation di Chicago e presso l’Istituto Kathak Nrityalaya di Washington D. C..
Ha partecipato come performer solista ai Festival di Kathak rispettivamente di San Francisco (2006) e di Chicago (2009) quest’ultimo organizzato da A.S.F. e dalla Chicago University.
E’ stata invitata dall’Università di Cordoba per il congresso “India in the World” (2007) e dall’Ambasciata Indiana di Madrid come performer Kathak per celebrare l’Indipendence Day (2007). Ha partecipato per diversi anni consecutivi al Festival di Israele, ha rappresentato l’India in delegazioni ufficiali del governo indiano in Inghilterra, Spagna e Germania danzando Kathak Solo e presentando Conferenze dimostrative sullo Yoga. In Austria a Wattens-Innsbruck è stata ospitata da Swarovski per una promozione culturale sull’India durata oltre due mesi.
Ha danzato a Nizza nel 2010 in collaborazione con Ass. Saptak.
Oltre ai tanti lavori coreografici nell’ambito della tradizione indiana ha sperimentato nuove composizioni insieme a danzatori di danza contemporanea, di flamenco, collaborando con musicisti jazz, con attori/mimo.
In Italia
Nel Marzo 2010 Rosella Fanelli fonda l’Associazione Culturale Ta ki te dha che ha come scopo la diffusione della cultura indiana e la promozione di eventi/spettacolo di musica e danza classica del Nord India. Nel Gennaio-Febbraio 2011, R. Fanelli ha portato in scena Shiva Shakti produzione realizzata in collaborazione con il Teatro Morlacchi di Perugia e il Teatro Cucinelli di Solomeo; per tale occasione ha avuto il piacere di invitare il proprio maestro di danza Pandit Arjun Mishra e i suoi due figli Anuj Mishra e Vikas Mishra.
Lo spettacolo ha avuto enorme successo di pubblico e di critica ed è stato presentato in molte città come Roma (Teatro Colosseo), Milano (Centro Anabasi), Viterbo (Auditorium Università della Tuscia), Padova (Teatro Continuo), Vicenza ( Conservatorio Arrigo Pedrollo).
Nel 2010 per ampliare e diffondere tale arte la Fanelli fonda la Scuola kathak Italia e la Fanelli international kathak company
Quest’ultima si avvale della collaborazione di artisti provenienti da ogni parte del mondo ed in particolare dall’India, ma anche degli allievi della Scuola kathak italia.
Obiettivi della Scuola Kathak Italia sono: la formazione, la sperimentazione e la divulgazione dell’arte della danza e della musica classica indiana.
La metodologia creata da Rosella Fanelli si fonda sul sistema tradizionale della danza Kathak intesa come ricco sistema artistico capace di inglobare in sé diversi elementi quali: sacralità, filosofia, psicologia, poesia, mito, scienza spirituale, abilità nel narrare le storie, studio scientifico del ritmo, lavoro scultoreo del corpo e dei sentimenti, adattabilità naturale alla contaminazione.
Grazie al percorso di “Coaching umanistico” che R. Fanelli segue dal 2009, sta tentando di integrare il patrimonio antico dell’arte Kathak e l’odierno Occidente, al fine di trovare un’identità culturale di questo stile di danza nel contesto italiano.
Quale sintesi delle sue esperienze ha ideato corsi di consapevolezza che hanno lo scopo di aiutare a risvegliare e stimolare l’energia creativa presente in ogni persona.
Oltre all’arte della danza, Rosella Fanelli sta sperimentando in vari settori la condivisione della sua passione per la cultura orientale.
Si occupa infatti anche di progetti europei che hanno come scopo gli scambi tra culture (Progetto Sviluppo con Cgil del M.a.e.); conoscitrice della lingua Hindi conduce opere di traduzioni soprattutto per il cinema (il pluripremiato Oscar The Millionaire, Zokkomon della Walt Disney). Da molti anni insegna Yoga e ha codificato una serie di seminari a tema sulla consapevolezza soprattutto in ambito femminile.
Rosella Fanelli crede che l’esperienza pratica, diretta, e la passione sincera verso una cultura diversa, possano portare a quella tanto auspicata integrazione e al crollo delle barriere culturali tra popoli diversi.
C’è bisogno però d’apertura e di curiosità verso ciò che è diverso e apparentemente lontano dai nostri linguaggi e modi di vivere.
In questo momento storico è necessario contribuire al progetto di comunicazione tra Oriente e Occidente ed Eventi culturali di questo tipo invitano a riflettere ma anche alla costruzione concreta di una società interculturale.
I musicisti che eseguiranno il concerto di musica indiana e accompagneranno lo spettacolo sono
Francesco Gherardi
Diplomato in percussioni presso il Conservatorio di Vicenza.
Inizia il percorso di musicista studiando pianoforte con il M° Ruth Pardo e il M° Cardini e percussioni d’orchestra con il M° Rebechini presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Diplomato in Tabla e Tradizioni Musicali Extraeuropee ad indirizzo indologico col M° Federico Sanesi presso il conservatorio Pedrollo di Vicenza.
In India studia con Nihar Metha (attualmente in Francia) e Pandit Puran Maharaj (Saptak School of music, Ahmedabad India). Per molti anni ha studiato batteria con Trambusti, Rapicavoli, Piero Borri e basso da autodidatta, ma anche vibrafono, darbuka, doun doun, canto diplofonico.
Si esibisce con tabla in ensemble di musica classica indiana e occidentali in diverse formazioni, e con strumenti a percussione di varie culture come quella africana e medio orientale, incidendo anche alcuni dischi (Liveforce Records, Reincanto Dischi). Suona come percussionista in balletti di danza orientale, danza africana e contemporanea.
Ha studiato accompagnamento della danza Kathak indiana sotto la guida di Rosella Fanelli.
Attualmente, oltre all’attività di musicista in varie formazioni concertistiche o rappresentazioni teatrali (“Le chiavi della Città”-Teatro la Pergola e dal 2010 per la Compagnia Ali Remote), insegna batteria, percussioni e musica d’insieme in accademie musicali e di danza e nelle scuole pubbliche dell’area fiorentina.
Collabora dal 2007 col cantautore Andrea Gianessi nel progetto “La via della seta”, con Luca Zugna nel gruppo di danze e percussioni africane Tassouma Konò, con Kalifa Diarrà nel gruppo afro-beat Fassia.
Ha collaborato come compositore e performer con danzatrici di contemporanea come Manola Maiani ed Elisa Romagnani, attualmente anche con Ivana Caffaratti.
Nel 2011 ha fondato a Firenze insieme all’acrobata della Costa d’Avorio Ouologo Soro, la compagnia “Ou Ueteme”.
Compone musica e ambientazioni sonore per teatro, danza contemporanea, video musicali, documentari, cortometraggi (premio “Miglior colonna sonora” nel 2005 al Genova film Festival per il corto “Sotto le foglie”).
Segue e cura a livello nazionale, organizzando seminari e concerti di musica indiana a Firenze, l’insegnamento della musica classica indiana (Tabla) attraverso l’Ass. Saptak India.
Daniele Dubbini
Vive a Sarzana. Dal 1999 suona e studia il flauto indiano traverso di bambù detto Bansuri nella musica classica indiana della tradizione dell’India del Nord, composizioni chiamati Raga.
Si reca periodicamente in India a Varanasi dal suo attuale maestro Santosh Kumar, dopo aver studiato anche con altri insegnanti quali Laal Chand e il docente del conservatorio musicale A. Pedrollo di Vicenza Lorenzo Squillari. Ha preso lezioni e ha partecipato a diversi seminari con il conosciuto Maestro Pandit Hariprasad Chaurasia.
Nella musica classica indiana è affiancato dall’accompagnamento delle percussioni indiane, le Tabla, e dalla tampura (strumento a corde di bordone)
Oltre ad eseguire la suddetta musica partecipa a svariati progetti di contaminazioni musicali con l’occidente accompagnando anche danzatrici di varie tradizioni.
Jari Palmeri
Studia sitar da 8 anni. Ha iniziato al conservatorio di Vicenza con il maestro Gianni Ricchizzi, ma dopo un anno di frequenza al corso, ha deciso di andare direttamente in India ad imparare, dove ha incontrato Patmaban Shing, figlio del noto siarista Rhag banshing e poi ha studiato anche con Rabindra GoShvami, anche lui noto musicista di Benares.
Infine, dopo aver incontrato Shahid Parvez, ha deciso di approfondire gli studi con lui.
Nella sua carriera ha tenuto molti concerti a Firenze e dintorni, il più importante dei quali presso il prestigioso auditorium Obi Hall, in occasione del meeting nazionale di Yoga organizzato dall’associazione “Ligth on Yoga”.
Lo spettacolo
“Sangam… insieme danzando” è uno spettacolo di danza e musica dell’India.
Sangam vuol dire punto d’incontro…lo spettacolo vuole sottolineare l’importanza della comunicazione tra musica e danza attraverso un percorso estetico e culturale della danza che nasce come atto sacro verso gli Dei per arricchirsi, durante le corti Moghul, di elementi sensuali ed edonistici fino a divenire parte essenziale del mondo cinematografico indiano. Grazie a suoni, colori e movimenti verranno evocate le magiche atmosfere della incredibile India.
Attraverso le movenze di antiche danze classiche ed atmosfere che profumano d’antico, lo spettatore si troverà vicino alla dimensione profonda del proprio Sè.
La sacralità è l’essenza di ogni gesto della vita quotidiana di un hindu’, la danza è vissuta come movimento rituale e di offerta al divino al quale l’uomo si rivolge per alleviare i dolori di una vita limitata e spesso piena di ostacoli.
Ma l’India è anche la terra dei festosi palazzi dall’architettura magnifica degli imperatori Moghul… nei cui giardini sbocciano fiori di loto e ninfee… e dove, verso il tramonto, trovano il loro punto d’incontro gli amanti che si rincorrono e nonostante schermaglie e celamenti riescono a godere di quell’attimo d’amore che sembra aver fermato il tempo.
Il tema degli innamorati è presente in tutta la letteratura indiana da quella sacra (non dimentichiamo che anche il divino, sia esso Krishna, Vishnu, o Shiva, viene rappresentato con la sua consorte ovvero Radha, Lakshmi e Parvati) a quella moderna che ha approdato al cinema di Bollywood.
Sarà di scena la danza Kathak, uno stile classico dell’India, arte raffinata che investe la danzatrice del ruolo di medium tra Dio e l’uomo, colei che tiene un braccio alzato sopra la testa e l’altro rivolto verso il basso e sembra dire: “tutto quello che ricevo dal cielo io lo passo al mondo” !
Così recitano le sacre scritture hindu’: la danza cosmica e la musica sacra offrono a tutti i mezzi per raggiungere il pianeta supremo, tutti possono e devono trarne vantaggio perché questo è il fine della vita umana, la perfezione più alta.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY