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Cronaca - Domenica 10 febbraio alle 11,30 la cerimonia davanti al cippo che ricorda il sacrificio di Carlo Celestini

Viterbo ricorda i martiri della foibe

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Un'immagine di Viterbo

Viterbo

– Il giorno del ricordo, appuntamento per domenica 10 febbraio alle 11,30, in largo Martiri delle Foibe istriane, davanti al cippo dedicato al viterbese Carlo Celestini (a ridosso di Porta Faul).

Anche quest’anno Viterbo renderà omaggio a tutti i cittadini della provincia deceduti a causa di deportazione, fucilazione e infoibamento.

A ricordare l’appuntamento sono stati ieri mattina a Palazzo dei Priori i rappresentanti provinciali del Comitato 10 Febbraio: il presidente Maurizio Federici e il coordinatore Silvano Olmi. “Quella di domenica sarà una commemorazione semplice – ha spiegato Federici -: vorremmo però far sentire forte il nostro messaggio, soprattutto ai giovani.

Una cerimonia per ricordare migliaia e migliaia di persone che per troppo tempo sono state dimenticate, annullate e cancellate. Noi vogliamo restituire un minimo di dignità a queste persone attraverso il ricordo, attraverso la ricostruzione delle loro storie e le loro origini. Ricordo ancora quando ci attivammo come sezione viterbese del Comitato 10 Febbraio: partì tutto con la segnalazione da parte di Aldo Quadrani della tragedia vissuta dal viterbese Carlo Celestini.

Iniziarono le ricerche tra i familiari per ricostruire una storia di vita. Il precedente sindaco Gabbianelli consentì l’intitolazione di una piazza ai martiri delle foibe, tra i primissimi casi in Italia, la collaborazione dell’allora assessore Fracassini e la nostra volontà portarono alla realizzazione del simbolico monumento, dedicato alla memoria del nostro concittadino Celestini e a quella di tutti coloro che per tomba hanno una foiba”.

Ad addentrarsi sull’attività portata avanti dalla sezione viterbese del Comitato 10 febbraio è stato invece Silvano Olmi che ha spiegato: “Il nostro Comitato, apartitico, aperto a chiunque volesse portare avanti questa nostra missione, ovvero recuperare la memoria e la storia dei tanti “infoibati”, ricostruire un’identità, magari partendo anche da un solo nome.

Il nostro lavoro va avanti con la raccolta di informazioni, documenti e testimonianze sui nostri conterranei che per diversi motivi, bellici o di lavoro, si trovavano nelle province di confine nel periodo 1943-1945. Le nostre ricerche proseguono, tra carteggi della prefettura, ruoli matricolari, conservati presso l’Archivio di Stato di Viterbo che in più occasioni ha garantito grande e preziosa collaborazione. In alcuni casi siamo riusciti a rintracciare parenti di alcune persone scomparse.

E proprio su questo investiremo le nostre energie nei prossimi mesi. In particolar modo, in linea con il Comitato nazionale 10 Febbraio, lavoreremo per far ottenere ai parenti delle vittime il riconoscimento previsto per legge.

L’articolo 3 della legge con cui nel 2004 fu istituito ufficialmente il Giorno del Ricordo – prosegue Olmi – stabilisce la concessione di una medaglia e di un diploma al coniuge superstite, ai figli, ai nipoti e, in loro mancanza, ai congiunti fino al sesto grado di coloro che, dall’8 settembre 1943 fino al 1950 compreso, in Istria, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale, sono stati infoibati, o riconosciuti come scomparsi o soppressi. Il tutto senza assegni, ma solo a titolo onorifico.

La concessione del riconoscimento avviene previa presentazione di una domanda diretta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Comitato 10 Febbraio sarà a disposizione per la necessaria assistenza ai discendenti che vorranno presentare la richiesta. Tutti i dettagli sono riportati sul sito www.10febbraio.it”.

Alla cerimonia di domenica interverranno anche il sindaco Giulio Marini e il presidente della Provincia Marcello Meroi. Prevista la presenza, come ormai ogni anno, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.


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8 febbraio, 2013

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