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– Il sabato viterbese di Nicola Zingaretti comincia in ritardo. Atteso per le dieci, arriva quaranta minuti dopo. Ma è un bene (fotocronaca1 – fotocronaca2).
Se dovesse diventare presidente della Regione, si ricorderà di cosa significa arrivare da Roma a Viterbo.
Per rendere più dolce l’attesa, i suoi supporter al gazebo agli Almadiani distribuiscono bustine di zucchero con lo slogan della campagna elettorale.
Il candidato presidente Pd è atteso al Sacrario per un giro tra le bancarelle del mercato. Che non è più quello di una volta. Sarà anche presto, ma in giro di gente non ce n’è molta. Ad attenderlo il Partito democratico al completo, in ogni ordine e grado.
Zingaretti arriva in contemporanea con Giuseppe Fioroni. Quando si dice la sintonia. Con lui, Alessandro Mazzoli. Enrico Panunzi e gli altri candidati, si fa un giro per le bancarelle, saluta tutti, stringe mani, rincuorato forse dallo storico abbraccio con Ugo Sposetti.
I due si dice che non si amino troppo. Ma l’abbraccio rimane. Immortalato. Sposetti però la passeggiata al mercato la salta.
Aspetta tutti alla fine e non risparmia una battuta delle sue all’indirizzo di Giuseppe Fioroni: “Ti ci voleva Zingaretti – dice Sposetti – per farti venire al centro di Viterbo”.
Quando si tratta di spendere una parola buona, Sposetti ne ha sempre per tutti. Meno male che poco prima Fioroni con il candidato presidente ha incontrato suor Rosetta. “Voto Zingaretti”. Rinfrancato dalle sue parole, sorride e non replica. Quindi comincia a piovere. Sarà un segno.
Il candidato alla presidenza della Regione è qui per la gente e non per la merce esposta, lo attirano e si ferma qualche istante, soltanto le borse dell’acqua calda.
Le persone ricambiano il saluto, qualcuno è un po’ scettico: “Tanto sono tutti uguali” è il commento di una signora, non si sa bene se per un paio di calzini o se riferito ai politici.
Dal piacere del mercato, Zingaretti è passato al dovere dell’ospedale. Visita a Belcolle, dove un dottore gli fa notare come sia stato inaugurato da Andreotti, quando Fioroni aveva ancora i calzoncini.
Dal canto suo il parlamentare viterbese è lieto di far notare a Zingaretti che lungo i corridoio non ci sono buche, quindi una sosta dalla finestra con vista sullo scheletro della palazzina incompiuta dello psichiatrico.
Poi l’incontro con il personale e i sindacati. Antonella Morosini (Cgil), Mario Malerba (Cisl) e Vittorio Ricci (Fials) presentano la lista della spesa: lunga e nota.
I tagli dei posti letto, lo sblocco del turn over e i precari, con la dottoressa Madonna a raccontare la sua e la storia di altri 250 medici, impiegati in posti cruciali, come il pronto soccorso, in ruoli scoperti, ma con poche certezze per il futuro.
Per Zingaretti il problema sanità va visto nell’insieme, non semplici parole per rassicurare senza risolvere, l’occasione sarà il nuovo piano sanitario regionale.
Da Belcolle a Villa Immacolata, il tour di Zingaretti a Viterbo è lungo e comprende anche l’incontro con i sindaci, un saluto al raduno pomeridiano di Fioroni, quindi spostamento a Vetralla e Civita Castellana.
Giuseppe Ferlicca
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