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Riceviamo e pubblichiamo – Dopo i cittadini anche gli esercizi commerciali dei comuni del viterbese, coinvolti nel problema dell’acqua all’arsenico, affilano le armi legali.
Il Codacons, infatti, sta raccogliendo le adesioni di centinaia di bar, ristoranti, pasticcerie, e negozi che quotidianamente utilizzano l’acqua per la produzione di generi alimentari, all’azione avviata dall’associazione, con cui si chiede di sanare la situazione e rendere le acque potabili prive di arsenico e salubri.
Se i sindaci dei comuni interessati non renderanno le acque pienamente potabili le Asl saranno costrette a disporre la chiusura degli esercizi commerciali che utilizzano acqua contenente arsenico, come forma di tutela della salute pubblica. Uno scenario che darebbe vita ad una serie di cause risarcitorie contro i sindaci, i quali sarebbero poi costretti a pagare milioni di euro ai negozianti danneggiati.
Il Codacons invita dunque tutti i titolari di bar, panetterie, ristoranti, pasticcerie, ed esercizi che usano l’acqua per la propria attività quotidiana, ad aderire allâazione lanciata dallâassociazione, finalizzata a chiedere agli enti locali la bonifica delle acque potabili e il risarcimento dei danni subiti.
E’ possibile aderire all’iniziativa legale sul sito del Codacons o direttamente presso le sedi Codacons di Viterbo via Orio Vergani, 2 (Villanova) il mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12,30 – Tarquinia via Umberto 1, 8 il martedì e venerdì dalle 15,30 alle 18,30.
Codacons
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