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Capranica - L'appello di Filippo Caterini Spi Cgil che chiede un intervento della nuova amministrazione regionale

“Ancora nessuna pensilina da oltre tre anni”

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Capranica

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Riceviamo e pubblichiamo – Sembra incredibile, eppure anche in un’epoca di crisi di valori come la nostra, ci sono persone che ancora lottano ogni giorno, gratuitamente, per rendere la nostra società più vivibile e più vicina alle esigenze delle persone. Io sono, non mi vergogno a dirlo, una di queste persone.

Dopo aver lavorato una vita, vestiti i panni del pensionato, ho deciso, in qualità di segretario dello Spi Cgil di Capranica, che c’era ancora molto da poter offrire alla gente.

Quella lega Spi aperta è diventata un punto di riferimento per la popolazione di Capranica e offrendo tutta la mia disponibilità, ho provato, e provo ogni giorno, a tendere una mano a tutti. Oltre a prendere parte attiva alla vita del paese, promuovo molteplici iniziative, offro accoglienza, consulenza e, soprattutto, aiuto alla gente e ai suoi problemi.

Ascoltare e recepire le esigenze delle persone e farsene portavoce è diventato per lo Spi Cgil di Capranica il proprio traguardo. Capita a volte però, che le buone intenzioni si infrangano contro il muro dell’impossibilità. Era il 14 dicembre del 2009 quando lo Spi Cgil, a firma appunto del sottoscritto, richiedeva una pensilina nella stazione ferroviaria di Capranica.

La stazione in questione serve non solo la popolazione del paese in cui vivo e opero, ma anche quella di Sutri, Bassano Romano, Ronciglione, in quanto unico punto di fermata della zona. Questo fa sì che ogni giorno tra pendolari e viaggiatori per esigenze varie prendano il treno circa 600 persone, solo dalla stazione di Capranica.

Se oltre ai ritardi quotidiani, la mancanza di una sala d’aspetto e del servizio dei bagni pubblici, gli utenti debbono subire altre mancanze non diventa più un servizio., ma uno strazio. Non è difficile immaginare cosa può voler dire aspettare e prendere il treno sotto una pioggia scrosciante.

Ci sono molte persone anziane che giornalmente si recano a Roma per andare a fare visite o terapie e questo disservizio lo subiscono ogni volta. Se potessero scegliere di andare a Roma solo quando c’è il bel tempo. Ma credo sia impossibile scegliere quando andare a curarsi.

Certo sarebbe stato quanto meno cortese che l’ente a cui mi ero rivolto con una petizione scritta rispondesse ufficialmente alla richiesta che ho fatto oltre tre anni fa.

Oggi, con l’avvento della nuova amministrazione regionale, l’appello che lo Spi Cgil di Capranica fa, l’ennesimo, è quello di sensibilizzare Trenitalia a venire incontro a un’esigenza poco dispendiosa ma molto utile per la popolazione. Sarebbe un’ottima occasione per dare, con un piccolo gesto, un importante segnale di civiltà.

Filippo Caterini
Spi Cgil Capranica


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6 marzo, 2013

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