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Pasqua - Viterbo - Applausi ed emozione per la toccante rappresentazione della crocifissione

Due ali di folla per la processione del Cristo morto

di Elisa Cappelli
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La crocifissione di Gesù

Il vescovo Lino Fumagalli

L'assessore provinciale GianMaria Santucci, il sindaco Giulio Marini, il consigliere regionale Daniele Sabatini

– Struggente. Commovente. Emozionante.

Una tradizione che era tornata l’anno scorso dopo quasi 50 anni di assenza e che torna anche quest’anno più ricca che mai: la processione del Cristo morto e la rievocazione della crocifissione (fotogallery).

Un evento voluto fortemente dal vescovo Lino Fumagalli e che anche stavolta ha fatto registrare il pieno, con una piazza San Lorenzo gremita di persone affascinate dalla rappresentazione, incorniciata dalla bellezza del duomo e del palazzo papale.

“Fare esperienza dell’amore di Dio, è questo il senso della Passione – afferma il vescovo Lino Fumagalli -. Nei Vangeli il racconto della Passione non serve per constatare quanto siamo stati cattivi con Gesù. Nei racconti della Passione c’è solo una cosa – spiega -: Dio ci ha voluto bene fino al dono della sua vita per noi“.

La Passione, spiega ancora, è “una rigenerazione. Io posso essere costruttore di un mondo migliore sull’esempio di Gesù Cristo”. Il Signore che risorge “diventa la nostra speranza affidata alle nostre mani. Tocca a noi”.

Tutto è cominciato con la processione del Cristo morto partita dalla chiesa di Santa Maria Nuova, passata poi per via Cardinal La Fontaine, via delle Fabbriche, via Cavour, piazza del Comune e confluita, infine, a piazza San Lorenzo.

Dopo la lettura del Vangelo e della meditazione, il buio è calato per alcuni secondi sulla piazza, poi lo squillo delle chiarine e il ritmo dei tamburi hanno dato il via alla vera e propria rappresentazione e hanno scandito il passo dei soldati romani che scortavano Gesù verso la croce.

Una rappresentazione toccante, sentita e appassionata. Con costumi e particolari studiati nel dettaglio e perfettamente descrittivi dell’epoca.

Di grande carica drammatica il momento della crocifissione con il discorso di Giuseppe D’Arimatea, la disperazione di Maria, i tuoni e il vento che hanno segnato l’inizio della sofferenza di Gesù in croce fino all’ultimo agonizzante “Padre nelle tue mani consegno il mio spirito… tutto è compiuto”.

Infine una novità nella rievocazione: la deposizione del corpo di Cristo, che si è conclusa con la scena toccante della Madonna che abbraccia straziata Gesù sulle note della del brano “Espada” di Kiko Arguello.

Una composizione significativa ispirata alla profezia di Simeone “Anche a te una spada trafiggerà l’anima” e che descrive il dolore della Madonna nel vedere la sofferenza del figlio.

La rappresentazione ha visto protagonisti giovani e adulti delle parrocchie di Villanova e Santa Barbara, coordinati da don Emanuele Germani.

Elisa Cappelli


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30 marzo, 2013

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