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Crisi economica - Civita Castellana - La storia della Italtek, azienda in liquidazione per le mancate riscossioni

Costretta a chiudere, nonostante 83mila euro di crediti

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Giuseppe Nanè

Civita Castellana - Il depuratore

<p>Civita Castellana - Il depuratore</p>

– Ottantatremila euro di credito mai riscosso, la crisi che morde e per una ditta di Civita Castellana che si occupava di depurazione acque non c’è stata alternativa alla chiusura. Liquidazione.

Si tratta dell’Italtek che aveva tra i principali clienti il Consorzio Prataroni di Civita Castellana.

“Tra il 2006 e il 2007 – racconta Giuseppe Nanè, amministratore Italtek – abbiamo accumulato un credito nei confronti del Consorzio Prataroni, che gestiva il depuratore, per 83mila euro. Credito dovuto a prodotti chimici ordinati dal consorzio e regolarmente consegnati.

Sull’importo non riscosso abbiamo pagato anche l’Iva, le tasse sugli utili e ovviamente i nostri fornitori”.

Mentre nei confronti del  consorzio sono partiti diversi solleciti. “Ma non hanno mai avuto risposta – continua Nanè – nel 2006 nemmeno un decreto ingiuntivo è servito a qualcosa e l’anno successivo abbiamo dato incarico a un’azienda di recupero crediti, ma nessuno ha fornito i dati necessari per chiedere ai soci del consorzio che pagassero noi.

Il presidente non ha nemmeno ritirato la raccomandata, mentre il sindaco se ne è lavato le mani gentilmente”.

Intanto l’azienda ha chiuso e ora è in liquidazione. “Dopo quindici anni di lavoro – spiega Nanè – ho chiuso e mi sono trasferito a Roma, dove faccio piccole cose rispetto all’attività svolta a Civita Castellana. Oltre al depuratore servivo molte imprese del comprensorio ceramico. Fino alla mazzata finale.

Quando accumuli crediti non te ne accorgi subito, poi inizi a pagare tuoi fornitori, dipendenti, le tasse e rimani senza soldi.

Io di tasca mia ho liquidato tutto per chiudere, a cominciare dalle tasse. Nessuno ha detto nulla, ho quasi settant’anni e non voglio che i miei figli pensino che io sia un cretino.

Per questo ho deciso di rendere pubblica la mia vicenda”.


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23 marzo, 2013

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