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Viterbo - Così il segretario di Confartigianato sulla nuova tassa prevista dal decreto Salva-Italia

De Simone: “Sulla Tares daremo battaglia”

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Andrea De Simone

Andrea De Simone

Riceviamo e pubblichiamo – Inizierà a luglio il pagamento delle quattro rate annuali della Tares, la nuova tassa prevista dal decreto Salva-Italia che sostituisce Tarsu e Tia.

Il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti ma peserà in modo particolare sulle famiglie numerose e sulle imprese.

Confartigianato Imprese di Viterbo ha predisposto un “regolamento tipo” da inviare ai comuni della provincia per promuovere la condivisione di un percorso equilibrato e responsabile, che si basi su rapporti semplici e chiari tra la pubblica amministrazione e il tessuto imprenditoriale del nostro territorio.

“Il nostro obiettivo – spiega il segretario Andrea De Simone – è impedire che la Tares si traduca nell’ennesima tassa aggiuntiva per le imprese. Daremo battaglia affinché la problematica venga affrontata secondo criteri che non penalizzino gli imprenditori”.

L’associazione provvederà a inviare a tutti i Sindaci una lettera in cui si chiede di condividere la bozza di regolamento elaborata.

Il regolamento proposto da Confartigianato sottolinea l’importanza di definire presupposti univoci nell’applicazione del tributo, affinché vi sia un approccio il più possibile condiviso a livello provinciale.

Altro aspetto fondamentale, sul quale l’associazione chiede che le amministrazione concentrino la massima attenzione, è la definizione dei principi determinanti la qualità dei servizi: gli utenti – imprese e cittadini – devono poter individuare chiaramente le voci dei costi utilizzati per assicurare la qualità del servizio. Il richiamo dunque è alla definizione circostanziata dei principi di trasparenza in modo da assicurare agli utenti un servizio di qualità a fronte della loro spesa.

In merito al principio di trasparenza, Confartigianato Imprese di Viterbo individua una serie di punti che richiedono una chiarezza estrema nel:

– Definire la tariffa per un corretto bilanciamento/ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche, in modo tale che la tariffa sia il più possibile correlata con la reale produzione dei rifiuti;
– Definire le riduzioni e le agevolazioni che la Pa può applicare a imprese e cittadini;
– Definire principi di trasparenza anche nel modo in cui i comuni si impegnano a comunicare all’utenza il piano finanziario e le fatture.

Si delinea in tal modo un percorso responsabile il cui cardine è il confronto con la pubblica amministrazione del territorio, affinché la spending-review si traduca effettivamente in misure pro-crescita. “Revisione della spesa pubblica – sottolinea De Simone –, riduzione delle inefficienze e maggiori risorse a disposizione degli imprenditori per l’occupazione: sono queste le misure che vanno adottate. Parlare di servizi adeguati significa parlare di servizi che siano il frutto della sostenibilità del patto sociale tra imprese, cittadini e Stato”.

Muoversi in direzione della crescita significa innanzitutto recuperare risorse destinate allo sviluppo e per farlo bisogna in primo luogo far buon uso del gettito fiscale ottenuto dalle imprese e dai cittadini.

A livello nazionale la spesa pubblica vale 809 miliardi, cioè la metà circa del Pil. Nei dodici anni compresi tra il 2000 e il 2012 è aumentata di 250 miliardi (5,1 punti di Pil), mentre in Germania, nello stesso periodo, la spesa corrente primaria è stata ridotta di 0,6 punti di Pil. Inutile dire che se l’Italia avesse seguito l’esempio tedesco avrebbe risparmiato circa 18,4 miliardi di euro l’anno. Quel che è certo è che ulteriori aumenti nella spesa pubblica non sono accettabili.

La Tares graverà sulle tasche dei contribuenti perché dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai comuni, che oggi si ferma in media al 79%, con picchi massimi che toccano il 91%.

A questo si aggiunge il fatto che il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale e le aree verdi. Le risorse necessarie per coprire tali spese verranno dall’aumento di 30-40 centesimi al metro quadro.

In sostanza, il corrispettivo per i “servizi indivisibili” porterà un incremento stimato di circa il 14 % per una famiglia di tre componenti, ma in caso d’adozione dell’aliquota massima può arrivare anche al 19%.

“Il rischio che la Tares si trasformi nell’ennesimo balzello per le imprese è evidente. – conclude il segretario provinciale di Confartigianato –. Questo sarà un banco di prova grazie al quale capire chi effettivamente vuole salvare le imprese e la loro competitività e chi, invece, fa continue enunciazioni che non si traducono mai in atti concreti”.

Confartigianato Viterbo


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12 marzo, 2013

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