– E’ stato dissequestrato il depuratore di Cellere.
Dopo quasi un anno e mezzo, l’impianto è tornato attivo.
Per quegli scarichi non filtrati all’interno del fosso Oppio, la procura di Viterbo aveva aperto un fascicolo.
Nel registro degli indagati è finito il sindaco Leandro Peroni, per getto pericoloso di cose e gestione di rifiuti non autorizzata.
“Sono sicuro che riuscirò a far cadere l’accusa – spiega il suo avvocato Roberto Fava -. Per ora, siamo soddisfatti di aver ottenuto il dissequestro del depuratore, che da questo momento in poi funzionerà a pieno regime”.
I sigilli all’impianto in località Le Grazie erano stati apposti il 18 novembre 2011. La guardia di finanza di Civitavecchia, delegata dal procuratore Franco Pacifici, sequestrò il depuratore perché non funzionava.
Gli scarichi non filtrati, stando alle indagini, finivano nel fosso Oppio inquinandolo. Situazione che, secondo le fiamme gialle, si sarebbe trascinata per tre anni.
Ma l’avvocato difende il sindaco. “Il Comune non aveva fondi sufficienti per risistemarlo – spiega il legale -. Dei costi avrebbe dovuto farsi carico Talete, una volta che il Comune avesse ultimato il passaggio al gestore del servizio idrico. Ma la trattativa non è andata in porto. Quindi l’amministrazione ha dovuto aspettare di trovare i soldi per aggiustarlo”.
Ora che i fondi ci sono e che i lavori sono stati ultimati, il depuratore può tornare in funzione.
L’altra ipotesi di reato, gestione di rifiuti non autorizzata, riguarda, invece, la discarica.
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