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Viterbo - De Simone illustra il rapporto di Confartigianato

“Edilizia, crolla il numero delle imprese”

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Andrea De Simone

<p>Andrea De Simone</p>

Riceviamo e pubblichiamo – Siamo immersi nella recessione più lunga e profonda del dopoguerra e il rapporto di Anaepa Confartigianato – l’associazione dei costruttori aderenti alla Confederazione – conferma il tetro panorama del settore delle costruzioni. Si torna dunque a parlare degli effetti della “crisi” che ha investito come uno tsunami famiglie e imprese. Il 2012 è stato l’anno più duro per le imprese nel settore delle costruzioni, che ha chiuso con un saldo negativo dell’1,88%.

Nell’ultimo anno il settore ha subito quella che è sembrata una vera e propria emorragia, le cui ripercussioni imporranno interventi immediati per essere assorbite. Su un totale di 955.872 registrato nel 2011, solo nel l’ultimo anno il settore costruzioni ha perso 61.844 aziende. La situazione delle imprese artigiane, che rappresentano la fetta più consistente delle costruzioni – 571.336, circa il 64% de totale –, non appare più rosea: lo scorso anno, infatti, ha visto la chiusura di 54.832 costruttori artigiani, con un saldo negativo dell’1,96%.

Per quanto riguarda il panorama provinciale viterbese, invece, secondo i dati forniti dalla Cassa Edile di Viterbo, il numero di imprese attive registrate è passato da 1.138 del anno 2010/2011 a 1.003 dell’anno successivo, a fronte di un decremento delle ore lavorate che sono passate da un totale di 4.011.563 del 2010/2011 a 3.164.009 del 2011/2012. Gli effetti della crisi nel settore edilizio, dunque, si sono abbattuti pesantemente sulla provincia destabilizzando il panorama imprenditoriale e andando a colpire duramente la fetta di lavoratori attivi che da 4.454 che erano a fine 2011 sono scesi a 3.656 dell’anno successivo.

I mali che affliggono le imprese edili sono gli stessi che stanno piegando l’intero settore artigiano e cioè scarso credito bancario e tempi di pagamento sempre più lunghi. A novembre dell’ultimo anno lo stock di credito erogato alle aziende ha subito un calo del 7,6% rispetto al 2011, mentre i tempi di pagamento da parte dei committenti pubblici e privati si attestano su una media di 180 giorni, con un aumento di 115 giorni rispetto alla media europea.

Ne consegue una grave ripercussione sul trend d’occupazione che nel corso del 2012 ha registrato un -4,6% nel settore delle costruzioni, con una perdita di 81.309 addetti, di cui 69.055 lavoratori dipendenti e 12.255 titolari e collaboratori.

I segni negativi, purtroppo, non si limitano a quelli già descritti. Un altro dato allarmante viene dagli indici di produzione del settore che, con una variazione negativa del 16,2%, ha chiuso l’ultimo anno con un crollo tre volte più intenso rispetto alla media europea (-5,6%).

«I dati rilevati dal nostro centro studi – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo – sono allarmanti e non fanno che sottolineare la necessità e urgenza di interventi immediati su queste priorità. Il settore delle Costruzioni e in generale tutto l’universo delle piccole e medie imprese hanno urgenza di un Governo e di un Parlamento che intervengano prepotentemente, garantendo la ripresa dell’economia».

Quello delle costruzioni è il settore che ha perso con maggiore intensità valore aggiunto, con un indice negativo cumulato tra il 2007 e il 2012 pari al -21,8%, quasi tre volte superiore alla media dell’economia. Secondo quanto rilevato dal rapporto di Confartigianato, l’andamento degli investimenti fissi lordi, che nel 2012 hanno fatto segnare un calo del 6,2% rispetto al 2011 e del 22,7% rispetto al 2007, influenza fortemente la crisi del settore delle costruzioni.

Non appare migliore la situazione del mercato immobiliare italiano: con un tasso medio d’interesse sui prestiti alle famiglie che vogliono acquistare casa pari al 3,70% (59 punti base in più rispetto alla media del 3,11% dell’area Euro e 91 punti base in più rispetto al tasso del 2,79% sui mutui casa tedeschi), il costo dei mutui casa del nostro Paese si conferma tra i più cari d’Europa. Inoltre il crollo delle compravendite immobiliari, segno dello grave stallo che paralizza il mercato, con una caduta libera del 25,8% rispetto al 2011, conferma la crisi del settore e la conseguente svalutazione degli immobili con un -5,4% sui prezzi.

«Un tale declino del settore non è ammissibile – sottolinea De Simone – e non si può rimanere inermi di fronte a un quadro tanto allarmante. Bisogna cercare di ripristinare le condizioni indispensabili affinché le imprese che operano nelle costruzioni tornino a respirare. Oltre alla semplificazione degli adempimenti e degli oneri burocratici e a un credito più accessibile per imprese e famiglie, è urgente un allentamento del patto di stabilità che riattivi gli investimenti e agevoli il pagamento dei debiti accumulati dagli Enti pubblici. Bisogna inoltre rendere strutturali le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica in edilizia ed eliminare l’Imu sull’invenduto».

Confartigianato Viterbo


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19 marzo, 2013

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