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Viterbo - L'ideatore del festival si dimette dalla presidenza - L'annuncio stamani all'assemblea dei soci

Filippo Rossi senza Caffeina

di Giuseppe Ferlicca
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Filippo Rossi e Andrea Baffo

Filippo Rossi e Andrea Baffo

Filippo Rossi all'assemblea soci della fondazione Caffeina

Filippo Rossi all'assemblea della Fondazione Caffeina

L'assemblea soci della fondazione Caffeina

L'assemblea della Fondazione Caffeina

– Filippo Rossi decaffeinato. Scelta amara per l’ideatore di Caffeina, ma inevitabile. Questa mattina all’assemblea della fondazione si è presentato dimissionario, lascia la carica di presidente (fotogallery).

Una decisione presa dopo la sua candidatura a sindaco di Viterbo. Non ci sono incompatibilità o conflitti d’interesse, ma il passo per Rossi è stato inevitabile.

“Avevo già deciso – spiega ai soci riuniti nella sede della Banca di Viterbo – di dimettermi, solo per ragioni d’opportunità. Capisco che possano esserci problemi per effetto della mia candidatura e non mi nascondo dietro il muro dei regolamenti”. Che non vietano al presidente di candidarsi.

“Oggi mi presento dimissionario, ma continuerò a impegnarmi per la realizzazione del festival”. Quest’anno in programma dal 27 giugno al 7 luglio.

Rossi ha ufficializzato la sua corsa verso palazzo dei Priori un mese fa e le dimissioni le preannuncia solo oggi. “C’è una ragione precisa se ancora non lo avevo fatto – osserva Rossi – è in corso il processo di riconoscimento della Fondazione Caffeina. Se mi fossi dimesso un mese fa, si sarebbe interrotto il processo e tutto l’iter burocratico sarebbe ripartito da zero.

Facendolo dopo avere ottenuto il riconoscimento non ci sono problemi, basta una semplice comunicazione. Ho evitato che si perdessero mesi, ecco perché abbiamo deciso di rinviare. Ormai la notizia dalla prefettura è attesa a giorni”.

Le dimissioni di Rossi andranno formalizzate al consiglio direttivo, che sarà convocato subito dopo il riconoscimento dello status di fondazione. A quel punto Rossi oltre a dimettersi, sospende i suoi diritti in Caffeina da socio promotore, quindi si elegge il suo successore.

“Tutti conoscevate il mio passato politico e civico – spiega Rossi all’assemblea – la candidatura è nata gradualmente, aggregando la società civile e ho deciso d’avventurarmi in questa pazzia. Ma ci tengo a sottolineare come non esistano incompatibilità tra la carica di presidente e quella di candidato e non c’è conflitto d’interesse, perché non ci sono nemmeno interessi in campo.

Stiamo dando vita a una fondazione, che è no profit.

Sei anni fa quando è partita Caffeina, facevo il pendolare con Roma, dove lavoravo. Sfruttando i miei rapporti romani, li ho portati a Viterbo. La mia candidatura a sindaco nasce dallo stesso impeto. C’è un’occasione storica per cambiare la città e io ci voglio provare”.

Se da candidato non vede impedimenti, tra sindaco e presidente di Caffeina, qualche ragione d’opportunità esisterebbe.

“Nei confronti d’organizzatori d’altre iniziative culturali – sottolinea Rossi – in caso di mia elezione potrebbe insinuarsi il dubbio che io possa favorire Caffeina piuttosto che altri eventi culturali. Io sono convinto che non avverrebbe.

La crescita culturale ed economica di Viterbo non può arrivare da un privato o da una singola iniziativa. Un festival culturale non cambia la città, serve l’apporto di tutti.

Se non dovessi essere io il sindaco, il mio impegno per Caffeina sarebbe uguale e maggiore, qualsiasi amministrazione dovesse esserci. Se invece dovessi essere eletto, Caffeina crescerà, perché cresceranno tutti gli altri soggetti che fanno cultura in città.

Già oggi esistono professionalità per far crescere il festival senza il mio apporto diretto. Qualcuno ci prende per monopolisti della cultura. Caffeina non lo sarà, ce ne saranno tanti altri che cresceranno. Più sono le offerte e più cresce la domanda”.

Diversi gli interventi dei soci, a partire da Antonio Obino che non può dire a Rossi di dimettersi. “E’ una bravissima persona e sarei felice se rimanesse – dice Obino – ho bisogno che sia lui a dirmi se le due cose possono convivere, se presidente e candidato sono ruoli compatibili e se portano vantaggio o svantaggio a Caffeina”.

L’ex prefetto Aurelio Cozzani ci tiene a sottolineare coma vada salvaguardata l’attività di Caffeina, mentre Massimo Pistilli prova a far tornare sui suoi passi Rossi, invitandolo al massimo a sospendere le sue prerogative.

Chiude la porta a chi tenta di far diventare la fondazione luogo di scontro politico, Giacomo Barelli, mentre l’ex assessore Giovanni Bartoletti vede le dimissioni di Rossi possibili solo in caso di elezioni. Altrimenti può rimanere al suo posto, ma il diretto interessato ha già risposto e ormai è solo questione di giorni.

Filippo Rossi senza Caffeina. E giornalisti senza notizie sulla prossima edizione. Conclusa la parte che riguarda la presidenza, è scattato l’extra omnes. Tutti i cronisti fuori, per le indiscrezioni sul programma c’è tempo.

Giuseppe Ferlicca


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23 marzo, 2013

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