![]() Viterbo dall'alto |
Riceviamo e pubblichiamo – La situazione abitativa nella città di Viterbo, continua ad essere in continuo offuscamento, lottizzazioni che nascono come funghi, a discapito della vivibilità di un’intera comunità, tutte finalizzate al versante della vendita, in un periodo di forte recessione economica e lavorativa che non potrà permettere una risposta per l’acquisizione di dette case.
Si sente, ora più che mai la necessità di alloggi sociali, ma anche di affitto sostenibile per dare una risposta alle giovani coppie e famiglie mono-reddito, mentre si continua a costruire in maniera disorganica, senza un piano regolatore, con vendita di alloggi sulla carta, senza analizzare nemmeno la provenienza delle economicità per l’acquisto.
Una risposta abitativa per gli studenti fuori sede, creata senza regole e senza nessun controllo, sarebbe necessario e utile analizzare quanti proprietari di alloggi che affittano a ragazzi Universitari, sono in regola con i contratti e le sue norme di legge.
Insomma una città dove vige l’anarchia più profonda, dove le case libere non vengono assegnate, ma occupate.
Una programmazione inesistente, un navigare a vista e per favorire forse interessi di parte, in una città in cui non scoppiano le problematiche abitativi solo perché un piccolo centro, non per le capacità di chi governa la città.
A livello nazionale negli ultimi due anni sono stati emessi 129mila sfratti per morosità, nella nostra Provincia la situazione non è in controtendenza; giornalmente riceviamo famiglie che si trovano in tale situazione senza poter dare nessuna risposta; in riferimento al pagamento del canone di locazione, il contributo all’affitto per il 2013 non è certo, verrà erogato? O lasceremo centinaia di famiglie in profonda difficoltà?
I dati al 31 dicembre 2012 (forniti dalla Prefettura) sono di un certo rilievo, basti pensare agli sfratti per morosità 17 nella città di Viterbo e 23 nell’intera Provincia, famiglie che non riescono a pagare un canone soprattutto per la crisi occupazionale e la perdita di lavoro.
L’unico dato positivo è quella che fa riferimento agli sfratti per necessità del locatore per i quali non si è verificato nessun caso a Viterbo e Provincia, questo evidenzia che la necessità dei proprietari non esiste, forse per contribuire al pagamento dell’Imu il quale ha fatto innalzare i canoni di locazione, dando alla proprietà una risposta per pagare la stessa tassa.
Ma se escludiamo queste poche cose positive, la politica abitativa nella città non esiste e non è esistita da molteplici decenni, si è finalizzato alla costruzione e allo sperpero del territorio, senza tener minimamente conto della qualità dell’abitare e della vita.
E’ per questo che il Sicet di Viterbo, si attiverà nelle prossime settimane chiedendo un’incontro con i candidati sindaci, per analizzare le problematiche e cercare soluzioni che possano rendere l’abitare in affitto, più confacenti alle condizioni abitative attuali.
Marco Proietti
Segretario generale
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