Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso 20 marzo si è tenuto in Viterbo presso il Centro congressi “Domus” a La Quercia un interessante evento formativo, organizzato dagli Ordini dei Consulenti del lavoro e dei Dottori ed esperti contabili, con il contributo della Infoser ed Italpaghe, riguardante le ultime novità in materia di riforma del mercato del lavoro (cd. Legge Fornero) durante il quale ne sono state evidenziate le principali criticità, con particolare riferimento alla evidente inadeguatezza di detto impianto normativo nel contesto del mercato del lavoro italiano, oramai mutato – come nell’eurozona – oramai da decenni.
L’interessante convegno, condotto in qualità di moderatore dal presidente del Consiglio provinciale dei Consulenti del lavoro di Viterbo, Bruno Barghini e, nella qualità di relatori il consulente del lavoro Giuseppe D’Angelo e il vice-direttore della Direzione generale dell’attività ispettiva del Ministero del Lavoro Danilo Papa, ha registrato la partecipazione di oltre 200 professionisti arrivati anche dalle provincie di Rieti, Latina, e Grosseto .
Durante i lavori è stato evidenziato come, contrariamente all’enfasi mediatica che si è fatta sulla recente riforma Fornero che ha voluto rappresentarla come una opportuna cura nel particolare momento di crisi economica che affligge il nostro Paese, nei fatti ha prodotto solo un aumento della disoccupazione dei giovani (secondo gli ultimi dati ufficiali la disoccupazione giovanile ha sfiorato il 39%) disincentivando l’utilizzo del tanto decantato istituto contrattuale dell’apprendistato.
Si restringe ingiustificatamente l’ingresso nel mercato del lavoro, specie da parte dei giovani, e si aumenta il già insostenibile costo del lavoro.
I dati registrati dall’Isfol e dall’Istat confermano questa triste realtà, figlia di una classe politica che opera indisturbata in una sorta di alone protettivo avulsa dalla realtà che, al contrario, mostra un mercato del lavoro profondamente mutato oramai da decenni e un’economia nazionale costituita per il 70% da piccole e micro imprese.
Si è persa per l’ennesima volta l’opportunità di operare una seria riduzione del costo del lavoro, mediante la cancellazione di tutte le inestricabili agevolazioni contributive che non fanno altro che creare incertezza operativa ai datori di lavoro a fronte di un riduzione generalizzata della pressione contributiva. Per non parlare delle innumerevoli tipologie contrattuali “tipiche” ed “atipiche” nelle quali devono districarsi le imprese, atte solo ad aumentare sconsideratamente la già eccessiva burocrazia ed i contenziosi; principali motivi che scoraggiano qualsiasi investitore straniero ad operare sul nostro territorio.
Ordini dei consulenti del lavoro e dei dottori ed esperti contabili
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