– Potrebbe essere stato del sapone per la lavastoviglie ad avvelenare il succo di frutta che ha intossicato un 37enne di Sutri.
L’ipotesi è tuttora al vaglio della procura di Viterbo, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per lesioni. L’inchiesta parte dalla denuncia del 37enne, assistito dall’avvocato Paolo Delle Monache.
Il 3 febbraio scorso, l’uomo aveva comprato una bottiglietta di succo di frutta in un bar a Bracciano. Era per il figlio di 18 mesi che, fortunatamente, all’ultimo momento, non lo ha voluto più. Il padre ha portato a casa la bottiglietta, ma appena assaggiato il succo si è sentito male.
Prima la corsa al pronto soccorso di Ronciglione, poi il trasporto a Belcolle, con lo stomaco perforato. I medici lo hanno dimesso dopo pochi giorni, ma l’uomo non si è ancora ripreso. Continua ad accusare forti dolori alla zona addominale.
Sentita dagli investigatori, la barista ha avanzato l’ipotesi che, nel liquido, ci fosse sapone per la lavastoviglie. Un incidente che potrebbe essere avvenuto in fabbrica o durante la distribuzione del prodotto. Di certo non al bar: al momento dell’acquisto, la bottiglietta era sigillata.
Sulla composizione del liquido potranno dire di più le analisi dell’Arpa, che saranno pronte nei prossimi giorni.
Il fascicolo, per ora, è contro ignoti. Per l’episodio analogo avvenuto a Tarquinia, invece, la procura di Civitavecchia ha iscritto quattro persone nel registro degli indagati, due responsabili di un’azienda e i due titolari del bar che ha venduto la bevanda. Si indaga sempre per lesioni, riportate stavolta da due ragazze.
Una, che ha assaggiato appena il succo alla mela verde, è rimasta leggermente ustionata. L’altra, 24enne, si è accasciata a terra ed è stata portata a Belcolle. Ha l’esofago perforato.
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