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Economia - Una delle ricette di Confartigianato per uscire dalla crisi

Lotta al lavoro sommerso e agli operatori irregolari

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Andrea De Simone

Andrea De Simone

Riceviamo e pubblichiamo – L’abusivismo non paga le tasse, non rispetta i requisiti igienico sanitari, non utilizza correttamente apparecchiature e cosmetici: è una concorrenza sleale che arreca un danno economico altissimo nei confronti delle aziende che operano regolarmente nel settore benessere, con il rischio di chiusura dell’attività.

L’appello alla battaglia contro l’abusivismo viene dal Lino Fabian, presidente di Confartigianato Benessere, al quale fanno eco tutti i segretari e direttori delle associazioni provinciali e regionali. Il problema non è di poco conto e rischia di decretare la fine di moltissime aziende del settore, già stremare dalla crisi.

“Già da diversi mesi ormai – spiega Andrea De Simone, segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo – siamo attivi nella lotta contro il “sommerso” che ha invaso il settore. Abbiamo chiesto più volte una nuova legge per aggiornare il profilo professionale degli imprenditori del settore, che opera in un mercato minacciato dalla concorrenza sleale di operatori improvvisati ed irregolari che rappresentano un grave pericolo per la salute dei consumatori”.

Lotta alle attività irregolari e qualità dei servizi sono i due mezzi indispensabili per reagire alla crisi che non ha certo risparmiato le imprese della bellezza: nel 2012 il calo generalizzato dei consumi, infatti, ha colpito anche le attività di acconciatura che devono fare i conti con la forte recessione.

“Entro la fine della primavera – continua il segretario provinciale De Simone – avvieremo la prima campagna contro l’abusivismo in collaborazione con Confartigianato estetica. Scenderemo nelle principali piazze di Viterbo al fianco degli imprenditori attivi nel settore, coinvolgeremo le amministrazioni locali e la Camera di Commercio con l’obiettivo di contrastare i numerosi concorrenti sleali che popolano il nostro territorio”.

Difendere, sostenere e tutelare le imprese artigiane del settore benessere attraverso una campagna che sia di denuncia e sensibilizzazione, è questo dunque lo scopo di Confartigianato Imprese di Viterbo. Un input concreto in favore della ripresa delle piccole e medie imprese dell’estetica, alle quali vanno restituite fiducia e credibilità.

“Alla lotta contro l’abusivismo – sottolinea De Simone – va affiancata una strategia mirata all’inserimento dei giovani nel settore. Ragazzi giovani, preparati e pronti a entrare nel mondo del lavoro, ai quali deve essere data l’opportunità di crescere all’interno delle aziende. In tal senso apprezziamo il nuovo regolamento comunale per le attività di acconciatore e di estetica, approvato martedì scorso, che mira a favorire l’apertura di nuove attività e agevolare quelle già avviate”.

Lotta al sommerso e apertura verso le giovani leve: ecco dunque la ricetta per la ripresa del settore. Le imprese operanti nel benessere hanno i numeri per uscire dal benessere.


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29 marzo, 2013

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