Riceviamo e pubblichiamo – Arriva un momento in cui non puoi più far finta di niente. Davanti alla sciatteria e alla violenza usate negli ultimi venti anni verso la tua città, verso i suoi cittadini ma soprattutto verso i suoi giovani, non puoi che esserci.
Per questo ho deciso di rispondere al disperato grido di sofferenza di una città agonizzante, mettendomi al suo servizio e a quello di tutti i viterbesi.
Sono un uomo che con la massima umiltà vuole far rinascere Viterbo con il coinvolgimento dei suoi cittadini. Da ingegnere e imprenditore agricolo, sono abituato al lavoro e alla concretezza.
Se vincerò le primarie del prossimo 7 aprile questi saranno i due fari che illumineranno il mio percorso di governo. Mi candido per far vivere e lavorare i giovani viterbesi nella loro città.
Non posso accettare che il nostro illimitato patrimonio artistico, culturale, agro-alimentare e ambientale sia stato fino ad oggi considerato come una risorsa di secondo ordine. E’ la nostra ricchezza, la nostra speranza per il futuro.
Chiedo quindi ai commercianti, agli artigiani, agli imprenditori, alle piccole e medie imprese e a ogni cittadino di sostenermi in questo cammino verso la rinascita di Viterbo. Chiedo a tutto il mondo dell’associazionismo, di cui conosco bene la ricchezza e le potenzialità, di affiancarmi in questo percorso.
Non possiamo rassegnarci a una città ormai stremata da questi ultimi anni di malgoverno.
Pensate a un provvedimento amministrativo preso in questo ventennio che abbia inciso positivamente sulla città. Non troverete risposta. Mi candido perché voglio una città diversa, una città finalmente degna del suo nome e della sua storia, in cui i giovani possano realizzare i loro sogni, in cui siano orgogliosi di vivere.
Chiedo alla cittadinanza di appoggiare questo mio appello che rappresenta un impegno serio e concreto per la rinascita di Viterbo in termini di occupazione, economia e cultura. Chiedo a tutti di partecipare con idee, progetti, energie a questa rivoluzione amministrativa e culturale della nostra città.
A tutti rivolgo il mio appello senza steccati, senza bandiere, che fino ad oggi hanno solo contribuito ad allontanarsi dai problemi e dalle soluzioni. Facciamo decollare questa città. Scoperchiamo Viterbo.
Leonardo Michelini
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